Fuoco e lacrime si sono mischiati ieri sera a Parigi, in un rogo cieco che ha quasi spazzato via secoli di storia. Alle 18 e 50 circa di lunedì 15 aprile, Notre Dame è stata devastata da un terribile incendio divampato da un’impalcatura creata per dei lavori di ristrutturazione a cui era sottoposta la cattedrale. Prima il fumo a presagire la catastrofe, poi il fuoco, che nel giro di qualche minuto ha avvolto la guglia e il tettoo fino a farli crollare. Una scena terribile a cui hanno assistito diversi fedeli che si trovavano all’esterno di Notre Dame uniti in preghiera. La cattedrale è stata immediatamente evacuata, lasciando spazio al lavoro dei vigili del fuoco, che hanno lavorato incessantemente per tutta la notte per cercare di domare le fiamme e salvare quanto più possibile di uno dei simboli dell’Europa nel mondo. 

Notre Dame, Macrcon annuncia: “la ricostruiremo insieme” 


500 vigili del fuoco hanno lavorato per salvare Notre Dame, usando pompe e autogru. Uno degli agenti è gravemente ferito, mentre non si contano vittime o feriti tra turisti e fedeli. Dopo la lunga nottata passata ad arginare il fuoco è arrivato l’annuncio: “Adesso possiamo dire che i due campanili sono stati salvati e stiamo raffreddando la struttura facendo molta attenzione all’interno”, ha affermato Jean-Claude Gallet, capo dei vigili del fuoco di Parigi. Introno alle 4 di notte è arrivato poi l’annuncio del portavoce della polizia Gabriel Plus: “L’incendio è completamente sotto controllo. E’ parzialmente estinto e ci sono delle fiamme residuali da domare”. Il presidente francese Emmanuel Macron si è recato nel cuore della notte davanti la cattedrale di Notre Dame, e con la voce rotta dalla commozione ha annunciato: "Come tutti i nostri compatrioti, sono triste di vedere una parte di noi andare in fiamme. Abbiamo evitato il peggio grazie al coraggio dei pompieri, abbiamo salvato la struttura, la facciata. La ricostruiremo, tutti insieme. è quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita". La Procura di Parigi ha intanto aperto un’indagine. Non è considerato al momento il movente criminale, mentre le ipotesi più accreditate parlano di un incidente casuale avvenuto sull’impalcatura del tetto, la zona più difficile da raggiungere, che ha poi dato vita al rogo.  

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