Le fiamme di Notre Dame scuotono ancora l’animo dei francesi e negli ultimi giorni è stato solerte il lavoro degli inquirenti che stanno indagando sulle cause dell’incendio della cattedrale che lo scorso 15 aprile è stata arsa dal fuoco. Secondo quanto riportano i media francesi, una fonte interna della polizia, più specificatamente quella giudiziaria, ha rivelato che la causa dell’incendio sarebbe da attribuire ad un cortocircuito. A renderlo noto un ufficiale della polizia giudiziaria: da escludere quindi l’ipotesi avanzata nelle ultime ore di un mozzicone di sigaretta.  Gli inquirenti avrebbero escluso anche la possibilità di un incendio doloso, concentrando i loro sforzi per capire la causa dell’incidente. 

Notre Dame, un bug avrebbe oscurato il primo allarme  


Secondo la fonte della polizia francese, il cortocircuito sarebbe stato innescato su uno dei montacarichi impiegati per la ristrutturazione del tetto. È noto infatti che la parte più interessata ai lavori fosse quella intorno alla guglia, lacerata dalle fiamme e crollata pochi minuti dopo l’inizio del rogo. Quella parte della cattedrale era forse la più fragile, come affermato dallo stesso l’ufficiale della polizia giudiziaria: “Le pareti erano fragili e coperte da assi di legno per stabilizzarle”. Ipotesi che devono ancora essere confermate dagli inquirenti, che intanto, nella giornata di ieri, giovedì 18 aprile, hanno continuato ad interrogare gli operai coinvolti nella ristrutturazione di Notre Dame. Il quotidiano La Stampa ha inoltre spostato l’attenzione su un altro aspetto, altrettanto decisivo. Il primo allarme antincendio suonato intorno alle 18 e 20 di lunedì 15 aprile, non avrebbe ricevuto risposta in quanto un bug informatico avrebbe impedito la localizzazione del segnale. Solo il secondo allarme, suonato circa 20 minuti più tardi, è stato intercettato innescando così l’intervento dei vigili del fuoco.  

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