Si cercano i responsabili della strage di Pasqua in Sri Lanka e gli occhi sono puntati tutti sul gruppo jihadista National Thowheed Jamath. Una tragedia che conta 310 vittime ma che poteva essere anche peggiore: una nuova deflagrazione c’è stata mentre gli artificieri provavano a disinnescare la bomba, altri 87 detonatori sono stati rinvenuti nei pressi della stazione degli autobus della città di Colombo. E Salvini alza l’allerta per l’Italia, ribadendo che anche da noi "ci sono migliaia di punti che potrebbero essere a rischio". Il governo cingalese ha dato lo stop a tutti social network, ma in tanti puntano il dito sull’esecutivo per i problemi nella sicurezza. L’intelligence indiana aveva infatti lanciato l’allarme, parlando di possibili attentati su vasta scala contro obiettivi religiosi, un’allerta a cui non è stato dato il giusto peso.

Sri Lanka, si cerca un gruppo jihadista locale


La strage di Pasqua in Sri Lanka ha visto la morte di oltre trecento persone, di cui 30 straniere: 8 dei morti venivano dall’India, altri 8 dal Regno Unito, 4 dagli Stati Uniti, 3 dalla Danimarca e sono i tre figli del patron della casa di abbigliamento Asos. Inoltre persone dalla Svizzera, altre due da Spagna, Australia, Cina, Olanda, Giappone e Portogallo. Oggi in Sri Lanka è giornata di lutto nazionale: lo ha istituito il presidente Maithripala Sirisena, aggiungendo che oggi terrà anche un incontro con i rappresentanti diplomatici per richiedere aiuti internazionali, anche nelle indagini. Nell’esplosione in un furgone vicino ad una chiesa a Colombo,avvenuta mentre si cercava di disinnescare l’ordigno, è rimasto lievemente ferito da una scheggia anche l’inviato di Repubblica Raimondo Bultrini.
I kamikaze artefici della strage di Pasqua in Sri Lanka erano sette: si ritiene appartengano ad un gruppo jihadista locale, anche se si teme, per la portata dell’azione, vi sia stato l’aiuto di una rete internazionale: a sostenerlo è il sottosegretario al governo Rajitha Senaratne. Arrestate al momento 24 persone sospette. Esulta l’Isis, o almeno i suoi sostenitori, convinti che l’attacco in Sri Lanka sia una sorta di vendetta per la carneficina avvenuta un mese fa in due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda, con 50 persone uccise. In realtà nessuno ha ancora rivendicato gli attacchi del giorno di Pasqua in Sri Lanka.

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