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“No a un nuovo lockdown. Gli stadi? Meglio chiusi. Esito elezioni? Il governo terrà”, afferma Conte

Ultimo aggiornamento 17:55

Prima ha tenuto a chiarire che “gli omissis presenti nei verbali, sono un fatto tecnico, di cui non mi sono occupato, ma di solito ci sono per la protezione della privacy”, poi ha spiegato che “I verbali del Comitato tecnico-scientifico sono rimasti riservati, ma non sono mai stati secretati, sono due concetti diversi. Ora tutti i cittadini potranno vedere quello che dicevano gli esperti e quello che abbiamo deciso noi”.

Ospite della festa del ‘Fatto Quotidiano’, il premier Conte non ha potuto far altro in primis che dare spiegazioni in merito alla situazione coronavirus.

Conte: “Non credo ci sarà un nuovo lockdown”

Ed ancora: è vero, i dati continuano a segnalare una preoccupante recrudescenza di nuovi contagi tuttavia, tiene a rassicurare il presidente del Consiglio, “Abbiamo un sistema di monitoraggio elevato e possiamo affrontare l’autunno con fiducia, senza un nuovo lockdown. Siamo nelle condizioni di attuare, se ce ne sarà bisogno, chiusure mirate e circostanziate”.

Entrando poi nello specifico dei numeri da ‘record’ di questi giorni, Conte rimarca che però “Si trascura il numero di tamponi. E’ chiaro che se facciamo più tamponi scopriamo più contagiati, la cosa è fisiologica. Il numero è cresciuto, ed è l’effetto dei contagi agostani. Ma voglio dire che, ancora una volta, noi italiani ci dimostriamo responsabili e disciplinati rispetto ad altri paesi”.

Conte: “Mai riaperto le discoteche. Gli stadi? Meglio chiusi”

Riguardo agli assembramenti e alla chiusura di tutti quei luoghi atti ad ospitarli, il premier tiene a puntualizzare che “il governo non ha mai riaperto le discoteche, ma alcune Regioni hanno deciso diversamente, con alcuni protocolli che però è stato difficile rispettare”.

Per quanto riguarda poi gli stadi, “l’assembramento è inevitabile, dentro, sugli spalti, come entrando e in uscita: l’apertura, io personalmente, la trovo inopportuna“.

Conte: “L’opposizione? Sono tre caratteri differenti”

Ecco quindi la politica di governo, la maggioranza, e lo ‘strano’ rapporto con l’opposizione: “Quando si parla di opposizione si parla di tre partiti di centrodestra con esponenti dai temperamenti diversi – illustra il premier – Con Fi il dialogo è costante e molto istituzionale e rispetto dei ruoli, con Meloni anche. Con Salvini invece quando lascio un messaggio non vengo richiamato…“.

Conte: “Rispetto al primo governo qui c’è un programma”

E su come, sotto l’aspetto pratico, si differenzia il governo attuale dal precedente, Conte spiega che “non c’è più un contratto stipulato tra forze diverse per cerca di accogliere istanze differenti, ma un programma che sento molto mio, alla cui stesura ho collaborato direttamente”.

Conte: “Usando i fondi del Mes andremmo a rotoli”

Altro suo cavallo di battaglia, il Recovery Fund ma, soprattuto, il Mes che, ‘avverte’, “non bisogna pensare che chiedendo 36-38 miliardi verranno investiti tutti nella sanità. La nostra finanza pubblica andrebbe a rotoli. Se avremo bisogno di ulteriore finanza, in particolare per la Sanità, andrò in Parlamento e ne discuteremo nell’interesse generale“.

Conte: “Al referendum voterò per il sì”

Infine le imminenti regionali, referendum compreso: “voterò sì perché non viene assolutamente pregiudicata la funzionalità del Parlamento”, afferma senza tentennamenti, “E’ chiaro che le forze di maggioranza le vedo in difficoltà in questa competizione elettorale. Il centrodestra si presenta unito, riesce a farsi trovare puntuali agli appuntamenti elettorali mentre le forze di maggioranza vanno in ordine sparso. Bisogna tenere conto di questo” tiene a sottolineare, in quanto (dimenticando che poi chi determina è la scelta degli italiani), è a suo giudizio “un dato che rende la “lotta impari“.

Conte: “Il governo terrà, mi appello alla maggioranza”

Quanto poi l’esito di queste votazioni inciderà sulla ‘tenuta’ del governo, Conte ritiene “di no, non ci saranno contraccolpi. Qui abbiamo prospettive di lavorare per la ricostruzione, andremo avanti“.

Quindi approfittando anche del fatto che in qualche modo ‘gioca in casa’, il premier ne approfitta per rinnovare l’appello già pronunciato all’inizio estate, “per affrontare uniti le regionali. Il mio appello è stato da alcuni frainteso – precisa – mentre è stato un appello al dialogo tra forze di maggioranza che stanno sperimentando un.’esperienza di governo insieme. Va fatto e continuerò anche a farlo in futuro. Stiamo lavorando sempre meglio, è chiaro che sia auspicabile ci sia una continuità anche a livello territoriale. Non sono riuscito nell’intento di vedere le forze di maggioranza unite alle prossime regionale, “ne prendiamo atto, ma la direzione di marcia deve essere quella“.

Max