No UE per i conti: Spread oltre i 300 punti e male Piazza Affari

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    La bocciatura che l’Unione Europea ha sancito per l’Italia per i conti ha prodotto conseguenze che per i più navigati ed esperti delle tortuose acque dell’alta economia europea erano in qualche modo abbastanza prevedibili: spread al di là dei 300 punti e un esordio non incoraggiante da parte di Piazza Affari.
    Il differenziale Btp/Bund cresce in seguito alla comunicazione della Commissione che ha di fatto sancito il “non rispetto” degli impegni presi nei mesi precedenti. Secondo la Credit Suisse se l’aumento crescesse a 400 saranno necessari “aumenti di capitale per le banche”.
    Dunque tutte le attuali analisi vertono intorno allo spread che raggiunge i 304 punti con il rendimento del titolo italiano che sala al 3,6%, un nuovo record da sottolineare dopo i picchi che risalgono al febbraio 2014.
    Questo implica, per l’Italia una fase di profonda analisi da parte dei mercati specialmente dopo la sopraggiunta ed ormai attesa parola di chiusura e di ‘no’ da parte della Commissione rispetto al mancato rispetto dei parametri di bilancio stabiliti con Bruxelles in estate.
    Una delle immediate reazioni, come i principali analisti potevano prevedere in modo interessante, è che la Borse europee hanno riaperto con una certa significativa fiacchezza. Ad esempio, in particolare, Milano risulta essere l’ultima della classe, cedendo il 2,1% e portata ulteriormente al ribasso. Come accennato, al riguardo, arriva una sorta di monito da parte dell’istituto della Credit Suisse. Per l’ente, se la crescita dovesse aumentare ancora le banche italiane potrebbero essere obbligate a preoccupanti e complessi aumenti di capitale. “Lo spread sopra 400 punti base non è sostenibile”, indica. “Un ampliamento di 200 punti base dai 238 di fine giugno ridurrebbe in media il Cet1 di 66 punti base, dal 12,53% a 11,87%” per le banche monitorate da Credit Suisse, “facendo scattare aumenti di capitale”. Gli analisti svizzeri stimano inoltre un impatto negativo del 3,9% sugli utili delle banche dalla riduzione della deducibilità degli interessi passivi dal 100 all’86%.
    Per quanto concerne invece le altre piazze europee, si passa a perdite che però possono essere considerate notevolmente meno incidenti rispetto a quanto avviene in Italia. Per esempio Londra perde lo 0,3%, Francoforte lo 0,55% e Parigi lo 0,61%.
    Situazione allineata, più o meno, in Asia: le Borse hanno reagito con una certe negatività alla decisione della Peopole’s Bank of China di effettutare dei tagli alle riserve per le banche. Differente il discorso di Tokyo, chiusa per festività. Intanto, l’euro si ripresenta con debolezza. Scambiato a 1,15 dollari e e 130,90 yen.