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“Noi del Volo giriamo il mondo, ma ci riteniamo fortunati a vivere in Italia”

Ultimo aggiornamento 21:04

Siamo fortunati a vivere in Italia, oggi è il Paese più sicuro al mondo grazie alla nostra Sanità. Cogliamo l’occasione per ringraziare dal profondo del cuore tutti i medici, gli infermieri e i volontari che stanno lavorando tante ore ogni giorno per la nostra salute”.

E’ il messaggio che Piero Barone, de Il Volo, affida all’agenzia di stampa AdnKronos, dopo che il loro trionfale tour è stato fermato negli Usa dall’avvento del coronavirus.

“In America non si parlava della situazione italiana”

Durante il nostro tour non eravamo pienamente consapevoli di quello che stava succedendo sentivamo i nostri familiari ogni giorno ma i media americani non parlavano della situazione italiana. Poi, negli ultimi giorni in cui eravamo lì, hanno cominciato ad esserci i primi casi anche negli Usa e abbiamo sentito che Trump aveva deciso di chiudere tutti i voli per e da l’Italia. Sono stati annullati molti concerti, tra i quali i nostri ultimi tre e abbiamo capito che dovevamo tornare a casa il più in fretta possibile. Quando siamo rientrati ci siamo davvero resi conto di cosa l’Italia stava vivendo’’, testimonia ancora Barone, componente dell’amato trio vocale Il Volo, dalla sua casa siciliana di Nero (Ag).

Ora, ciascuno confinato nella propria casa (Ignazio Boschetto a Bologna,  e Gianluca Ginoble a Montepagano di Roseto degli Abruzzi), assiste con dolore ed anche speranza quanto sta accadendo. 

“Abbiamo fatto la quarantena ed il tampone”

Come è giusto che fosse, racconta Barone, “appena atterrati ci siamo subito autodenunciati e ci siamo isolati per 15 giorni, perché durante il tour eravamo stati a contatto con migliaia di persone. Io vivo a Naro, ogni giorno la polizia, in orari vari, è venuta a suonarmi a casa per notificare che stessi rispettando la quarantena – racconta il cantante – Quando sono passati i 15 giorni mi hanno chiamato per fare il tampone’’. Anche perché, rivela, in una data del tour il grande tenore Placido Domingo (poi ricoverato per Coronavirus), era andato a congratularsi con loro nel camerino: ”Quando lo abbiamo incontrato in America, non era ancora scoppiato l’allarme della pandemia, era il 6 febbraio, Placido era venuto a trovarci in camerino, avevamo fatto i vocalizzi insieme e poi lui era rimasto a guardare il concerto. L’abbiamo sentito personalmente in questi giorni, siamo in contatto con la sua famiglia, Placido sta bene, è stato in ospedale a Acapulco ma adesso tornerà a casa, lui vive tra New York e Messico’’.

“Stiamo cercando fondi per le terapie intensive”

Ovviamente, visto il contesto, e la violenza dell’emergenza in Lombardia, inevitabilmente viene spontaneo parlare del forte rischio al quale è esposta la Sicilia, dove i posti in terapia intensiva sono contati. Barone racconta di aver in proposito lanciato una raccolta fondi e, commenta, ”Sono molto contento della reazione della Sicilia. Appena tornato in Italia, personalmente avevo mandato una lettera al presidente della Regione, Nello Musumeci, chiedendo di dare un concreto avvio ai tamponi, e sono felice che da qualche giorno siano stati resi obbligatori per tutti coloro che sono rientrati dal Nord. L’unica soluzione in Sicilia è prevenire, così possiamo uscirne bene – racconta l’artista de Il Volo – Ci sono le restrizioni e vedo che qui nel mio Paese le stanno rispettando tutti. Personalmente mi faccio consegnare la spesa a casa, ma so che anche i nostri supermercati sono ben attrezzati per far rispettare le misure di sicurezza’’.

“Gli amici artisti mi hanno supportato subito”

Così, racconta ancora Barone, ’’Una mattina, dopo due giorni che stavo in quarantena, mi sono chiesto come avrebbe potuto rispondere la mia zona ad un eventuale focolaio, come avrebbero potuto reagire le nostre strutture sanitarie in Sicilia. Quindi ho chiamato alcuni miei amici del mondo dello spettacolo che vivono qui, ed eravamo tutti d’accordo sul fatto che abbiamo il dovere di fare qualcosa, di aiutare. Ne abbiamo parlato con Alessandro Mazzara, direttore amministrativo dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, e abbiamo lanciato una raccolta fondi: l’iniziativa è supportata da me, Lello Analfino (cantautore e frontman dei Tinturia), Pino Cuttaia (chef), Sergio Friscia (attore e presentatore), Gianfranco Jannuzzo (attore), Daniele Magro (cantautore) e Silvio Schembri (giornalista de Le Iene). Si può donare attraverso la piattaforma GoFoundMe e abbiamo già raccolto oltre 30mila euro che verranno utilizzati dagli ospedali di Agrigento”.

Max