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Nuova legge elettorale, prevedibilmente, fra urla, assenze ed astensioni, il Brescellum parte con un Sì

Ultimo aggiornamento 20:30

E’ la solita cronaca, trita e ritrita, di un film che sembra eterno, soltanto che poi dall’esito di questa ennesima ‘pellicola’ dipende in parte il destino politico del paese, di per se già abbastanza ingarbugliato politicamente.

E così ecco a commentare il via del complicato iter che il ‘Brescellum’ (che nomi che scelgono!), ha iniziato dalla commissione Affari Costituzionali.

Una seduta prevedibilmente ‘frizzante’, con il centrodestra impegnato a ribattere contro il presidente Giuseppe Brescia.

Insomma alla fine, al momento – prevedibile anche questo – sono stati soltanto Pd e M5S a votare Sì. Da sottolineare che Italia Viva ha disertato la votazione mentre, Leu e Più Europa si sono astenuti.

Manco a dirlo, molto più ‘sbrigatival’opposizione che, al momento del voto, ha preferito lasciare vuote le poltrone. 

Grande bagarre in Aula ed attacchi anche duri. Come Sisto (“Siete un governo di minoranza perchè senza i nostri voti, nè quelli di Leu, nè quelli di Italia Viva nè dei Radicali non avete la maggioranza per approvare questa legge”, ha urlato), che ha denunciato un “Incommentabile stravolgimento del regolamento“, con l’esponente della Lega, Iezzi che ha tagliato corto affermando;  “Prendiamo atto che la commissione non è presieduta da Brescia ma da Zingaretti visto che il Pd ha fretta di approvare questo testo“.

Dal canto suo Marco Di Maio, ha motivato l’assenza di Italia Viva perché “non condividiamo un percorso accelerato sulla legge elettorale, che ha bisogno di condivisione anche con le opposizioni, tanto più nella delicata fase che l’Italia sta attraversando“.

Giustamente, guardando agli interessi del suo partito, Fornaro, di Leu, afferma che  a motivare la sua astensione è stato il dissenso relativo alla soglia di sbarramento al 5% che, obietta, “va significativamente rivista perché – bene o male – esclude oltre 1 milione e mezzo di elettori dalla rappresentanza”.

Dal canto suo il radicale Magi, per Più Europa, ha spiegato che “Non partecipo al voto non ritenendo questo modo di procedere adeguato a una riforma elettorale”.

Insomma poche novità: tutto come da copione. Vedremo strada facendo…

Max