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Omicron, “Si alza il livello di allarme recependo diverse analisi, ma la scienza è un processo collettivo” avverte il Prof. Vespignani

Si fa un gran parlare della variante Omicron che essendo ancora ‘sconosciuta’ preoccupa, se non altro per la sua ‘estrema’ contagiosità. Tuttavia, al momento, sia l’Oms che diversi scienziati hanno anche rimarcato la non ‘differente letalità’ di questa nuova mutazione la quale, forse perché per lo più rilevata in soggetti giovani, dai sintomi non particolarmente aggressivi. Addirittura nel caso del 55nne italiano contagiatosi in SudAfrica, in quanto vicinato con due dosi, non son stati riscontrati sintomi importanti.

Il fisico epidemiologo: “Le agenzie internazionali stanno alzando il livello di allarme recependo le analisi raccolte”

Così stasera, attraverso diversi messaggi su Twitter, il professor Alessandro Vespignani, illustre fisico informatico, e uno dei massimi esperti di ‘epidemiologia computazionale’ (che studia la dinamica del contagio), ha tenuto a spiegare che “Le agenzie internazionali stanno alzando il livello di allarme rispetto a Omicron. Questo non è perché le agenzie si divertono ad agitare la politica e i mercati. Lo fanno sulle analisi di risultati che preliminarmente cominciano a circolare tra addetti ai lavori”.

Il fisico epidemiologo: “E’ però vero che molte di queste analisi, da confermare, non hanno un segno positivo”

Come tiene ancora a rimarcare il docente della Northeastern University, “Dovrebbe essere chiaro che le agenzie di salute pubblica non lavorano guardando i grafici e le dichiarazioni su Twitter. Appena scattato l’allerta le agenzie hanno mobilitato centinaia di scienziati, work groups etc. che hanno cominciato a produrre analisi”. Ebbene, prosegue, “Questi risultati, giustamente e con senso di responsabilità, non vengono tutti diffusi sui media/social a meno che non siano definitivi e solidi. Questo però non toglie che dopo oltre una settimana ci sono analisi e dati preliminari che vengono discussi con attenzione. Purtroppo al momento molte di queste analisi, certamente da confermare, non hanno un segno positivo. Unitamente alla dispersione della variante (centinaia di casi/35 paesi – e questa è solo la punta dell’iceberg), le agenzie vanno a rafforzare il livello di allerta”.

Il fisico epidemiologo: “La scienza è un processo collettivo e le agenzie non vedono l’ora di fare marcia indietro”

Attenzione però, puntualizza il Professore Vespignani, ”Questo non è allarmismo, ma valutazione del rischio epidemiologico che emerge dalla discussione di centinaia di scienziati di tutte le discipline, policy makers etc. La scienza non è quello che pensa lo scienziato Y o lo scienziato Z. La scienza è un processo collettivo. Assicuro, le agenzie non vedono l’ora di fare marcia indietro se emergeranno buone notizie (tutti ci speriamo e ancora mancano informazioni importanti). Per ora però è loro dovere convogliare la richiesta di ‘attenzione’ che emerge dal lavoro della comunità scientifica”.

Max