Ostetrica licenziata perché rifiuta vaccino

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    Un’ostetrica licenziata perché rifiuta di vaccinarsi. È il primo caso dell’applicazione della nuova normativa sui vaccini che ha coinvolto un’ostetrica licenziata da una struttura ospedaliera delle Marche. “Mi hanno fatto una cosa abnorme, ma carta canta e la gente capirà”, commmenta M.G., l’ ostetrica licenziata di 57 anni dell’ospedale di Civitanova: è il primo operatore sanitario in Italia ad essere licenziato in toto per non essersi sottoposto a vaccinazione. Un esponente no-vax? Il professor Burioni, l’infettivologo che ha dichiarato guerra ai contrari ai vaccini, ci va con la mano pesante: “Un sanitario che rifiuta le vaccinazioni non solo è un ignorante non scusabile, ma è qualcosa di vicinissimo a un criminale. In un reparto dove si partorisce è un fiammifero acceso dentro un deposito di benzina. Ha fatto benissimo il professor Maccioni (direttore dell’Asur Macerata, ndr) a licenziare questa ostetrica incosciente”.”Ma io non sono affatto una no-vax e neppure un’untrice, come cercano di farmi passare”, dice l’ostetrica interessata dichiarando di fare ricorso per il suo licenziamento: “A un controllo è emerso che avevo un valore di anticorpi contro la pertosse solo lievemente inferiore al livello stabilito, 8,28 invece di 9, ma io ricordo benissimo di aver avuto la pertosse da bambina. Nonostante questo ho detto: ok, mi faccio il vaccino… Ma non lo hanno, hanno solo il trivalente, e io non accetto di vaccinarmi rischiando di dover sopportare effetti collaterali per due malattie da cui sono immune e con valori di anticorpi molto alti”. Una lotta si protrae da tempo immemore, quella tra l’ostetrica e la direzione dell’Asur di Macerata. Dopo mesi di scontri, però, è stato fatto recapitare alla posta elettronica del suo avvocato, Monica Seri, la determina 1345/Av3 con cui viene cacciata via dall’ospedale a cominciare da oggi: “Giusta causa” per non aver adempiuto alla copertura vaccinale prevista. “L’articolo 32 della Costituzione – parla Alessandro Maccioni, il direttore dell’Area vasta n.3 – dice che lo stato tutela la salute dei cittadini e garantisce a tutti l’accesso ai servizi sanitari. Come facciamo a tutelarla se in un reparto così delicato mettiamo ostetriche che non si vaccinano e possono essere portatrici di una malattia pericolosa? Sono contento che anche Burioni, spesso critico con le Marche, stavolta si sia detto orgoglioso della sua regione”.