Ostia, disarticolato il clan rivale degli Spada: 42 arresti tra Lazio, Campania, Marche

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    Ostia è di nuovo al centro dei rotocalchi dopo la recente operazione delle forze dell’ordine contro una delle organizzazioni criminali ritenute rivali del clan Spada, la famiglia Triassi. 42 in tutto gli arresti effettuati tra Lazio, Campania, Toscana, Lombardia e Marche: a finire in manette diversi appartenenti ad “una delle organizzazioni criminali più strutturate e potenti della zona” e sequestrati beni per due milioni di euro. Dopo i recenti arresti al tristemente noto clan Spada, la nuova organizzazione criminale stava riempiendo il vuoto lasciato dai rivali e, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, erano di pari violenza. “Ti stacchiamo un dito. Ti strappiamo i denti con le tenaglie”, erano queste alcune delle minacce rivolte a un uomo durante un sequestro per un debito di droga di 70mila euro.
    E’ stata ulteriormente documentata l’atavica rivalità con gli Spada culminata con lo scontro a colpi di coltello e pistola nel 2013 davanti alla sala giochi Italy Poker. Ricostruite anche le circostanze del suicidio di un pregiudicato di Cerveteri avvenuto nell’estate del 2016 probabilmente per non poter onorare i debiti contratti con l’organizzazione. E anche i colpi di pistola contro alcuni buttafuori moldavi della discoteca Gay Village nel 2016. L’organizzazione, strutturata in 4 livelli gerarchici, gestiva tre piazze di spaccio: Ostia centro, Ostia ponente e Acilia. I vertici sarebbero stati degli ’scissionisti’ del clan Triassi. A capo dell’organizzazione è stato individuato Salvatore Sibio, 75enne ritenuto elemento di spicco in passato della Banda della Marranella. Mentre in posizione immediatamente subordinata Alessandro Pignataro e Fabio Di Francesco, in passato ritenuti vicini al clan Triassi. Tra le ipotesi di reato l’associazione armata finalizzata al traffico di droga, estorsione e sequestro di persona. Sequestrati beni per due milioni di euro tra cui 4 appartamenti e 6 auto. Durante le indagini, condotte dai carabinieri del Gruppo di Ostia e coordinate dalla DDA di Roma, sono stati sequestrati complessivamente circa 150 chili di droga, 5 pistole e 2 fucili.
    Tra gli arrestati c’è anche Marco Esposito, nome di battaglia “Barboncino”malgrado il fisico imponente, uno dei pregiudicati più temuti di Ostia soprattutto per la dimestichezza con le armi. Esposito ha avviato un percorso che lo ha visto inserito di volta in volta in tutti i clan del litorale – dai Triassi agli Spada con cui, però, dal 2013 entrò in aperto conflitto. Oggi sarebbe alla guida del gruppo che qui chiamano dei “napoletani”. Un appellativo che è il frutto della parentela acquisita di Esposito: “con la famiglia Zagaria, leader dei “Casalesi””, aveva raccontato una fonte. Le accuse, a vario titolo, contro l’organizzazione sono associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti; sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione illegale di armi, minacce e ricettazione. Contemporaneamente, a Roma, Ostia ed Acilia, nonché presso Uffici Conservatorie Registri Immobiliari di Roma, Camera di Commercio Roma ed vari istituti di credito, i carabinieri stanno dando esecuzione al decreto di sequestro disposto dal Gip del Tribunale di Roma che ha consentito di sequestrare beni mobili e immobili.
    “Continuano le pulizie di Ostia, grazie a una maxi operazione dei carabinieri e che ha coinvolto anche altre regioni d’Italia: dopo aver colpito gli Spada, ora è il turno di un altro clan. Grazie alle forze dell’Ordine, avanti così!”, così il ministro dell’Interno Matteo Salvini.