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Pace fiscale, saldo e stralcio cartelle: guai in vista, calcolo importi sbagliati, in arrivo news su somme aggiuntive da pagare o decadenza da agevolazioni

Ultimo aggiornamento 11:39

Non c’è ‘pace’ per la Pace fiscale: a seguito del protocollo, ormai noto, per il saldo e lo stralcio cartelle, c’è aria di grattacapi per gli italiani. Infatti, a seguito di un calcolo di importi sbagliati, sarebbe arrivo una comunicazione ufficiale circa delle somme aggiuntive da pagare, pena la decadenza dal meccanismo delle agevolazioni.

Ovvero? di cosa esattamente stiamo parlando? Di chi è l’errore, e che cosa si rischia, e poi soprattutto a quanto ammonterebbe la cifra?

Pace fiscale, saldo e stralcio cartelle: errore di calcolo, cosa succede ora

Sulla Pace fiscale, sono in arrivo problemi per chi ha aderito al saldo e stralcio delle cartelle: l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha sbagliato il calcolo dell’importo dovuto. In questo senso, di conseguenza, sarebbe in arrivano un nuovo protocollo relativo a delle comunicazioni con le somme aggiuntive da pagare, altrimenti si rischia la decadenza dalla definizione agevolata.

aggiornamento ore 1,45

Dunque l’errore è dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che ora sta spedendo le comunicazioni con la somma aggiuntiva da versare. A informare di ciò è stato in primis il Sole 24 Ore. Si tratterebbe di un “mero errore tecnico”, si evince dalla comunicazione dell’AdER, che ad ogni modo potrebbe portare al rischio di decadenza dalla misura clou della pace fiscale.

Il saldo e stralcio delle cartelle implica il versamento di una somma forfettaria del debito dovuto, stimata in base al valore ISEE del soggetto richiedente. Un calcolo sul quale è caduta l’Agenzia delle Entrate Riscossione, che ora però si ripercuote sui cittadini, dal momento che l’Agenzia è a loro che si rivolge per chiedere il resto.

Se il vecchio adagio dice che errare è umano, molti si chiedono come mai le conseguenza di questo debbano cadere sugli altri: eppure, nelle comunicazioni relative al “mero errore tecnico” commesso nel calcolo degli importo dovuti a titolo di saldo e stralcio, si evince che nel caso di mancato, ritardato o insufficiente versamento della differenza si cade dalla definizione agevolata, e che la somma già pagata sarà vista come acconto del totale del debito, senza sconti.

aggiornamento ore 8.40

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La domanda è: qual è il termine per versare la differenza tra importo già corrisposto, in misura inferiore, e nuova rata ricalcolata dall’Agenzia delle Entrate Riscossione? Se il problema non vale per le rate del 2020 (quella in scadenza a marzo e luglio), dato che il termine di versamento è stato spostato al 10 dicembre, ci sono dubbi sulla prima rata della pace fiscale: il primo versamento del saldo e stralcio delle cartelle doveva essere fatto entro il 30 novembre, scadenza rinviata al 2 dicembre, e cade di sabato.

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aggiornamento ore 11,37