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“Pagati dalla camorra”: Salvini costretto al silenzio dai contestatori. Caos a Mondragone, cariche degli agenti

Ultimo aggiornamento 23:18

Purtroppo il focolaio isolato nell’area degli stabili dell’ex Cirio, a Mondragone, nel casertano, come ha informato stamane l’Unità di Crisi della Regione Campania, a seguito d alcuni tamponi effettuati su persone riconducibili al luogo, hanno accertato altri 23 casi di positività.

Proprio qui, nel pomeriggio, era atteso l’arrivo di Matteo Salvini, per un ‘incontro con stampa e cittadini’. Solo che, come vedremo, ad attendere il leghista non solo chi ha dovuto subire le conseguenze del focolaio – partito da una comunità di Bulgari che ha abusivamente occupato gli stabili – ma anche moltissimi suoi detrattori.

Mondragone: Salvini ‘accolto’ con lanci di acqua e uova

Difatti il ‘benvenuto’ è stato scandito con cori come “Buffone, buffone“, “Sciacallo“, “Lavaci col fuoco“, e da ripetuti lanci di acqua ed uova.

Salvini ormai rodato, ha comunque raggiunto il palco ma, il tempo di replicare definendo i contestatori come qualche balordo dei centri sociali”, sono partire le cariche. Anche perché nel frattempo un nutrito gruppo di persone ha avanzato minaccioso verso il gazebo leghista, provocando la pronta reazione degli agenti, presenti in tenuta antisommossa.

E’  bastata una carica di ‘alleggerimento’ per riportare una sorta di calma apparente, con i contestatori costretti a posizionarsi sul lato opposto della via via Domiziana, fino a occupare completamente la rotonda e l’area sottostante i Palazzi Cirio, fino a una settimana fa delimitata come ‘mini zona rossa’. 

Mondragone: tagliato i fili del microfono di Salvini

Tuttavia, al termine della carica delle forze dell’ordine (ci sono stati dei fermi e qualche ferito), Salvini si è reso conto che non avrebbe potuto prendere la parola pubblicamente perché, nel corso della baruffa, qualcuno ha letteralmente trinciato sia i fili del microfono che quelli dell’amplificazione. Quindi il leader della lega ha deciso di incontrare un gruppo di italiani, residenti negli stabili della ex Cirio.

A Mondragone c’è stata la violenza dei centri sociali contro Lega, poliziotti, giornalisti e cittadini perbene. Loro preferiscono illegalità e camorra, io preferisco lavoro, libertà e sicurezza – ha poi affermato Salvini lasciando il comune casertano –  Se pensano di spaventarmi con violenza e minacce, non mi conoscono: tornerò, tornerò e tornerò, finché non avremo ridato pace alle persone perbene”.

Mondragone, Salvini: “Teppisti pagati dalla camorra”

“Quei delinquenti dei centri sociali che hanno lanciato sassi, bottiglie, bastoni e insultato non mi fanno paura. Torneremo a Mondragone finché non sarà fatta giustizia per le donne, uomini, agricoltori e tutte le persone perbene di questa terra che vogliono vivere onestamente. Quei teppisti, delinquenti e dico ai giornalisti di non chiamarli contestatori – ha tenuto a rimarcare il leghista – si sono avvicinati al gazebo della Lega. Ma non fanno paura a me, lì c’erano donne e bambini..”.

Salvini: “Mi fanno schifo e un misto di pena”

La rabbia è tanta, proprio perché al momento ‘dell’attacco’, ribadisce Salvini, c’erano anche molti bambini presenti: “Quei mentecatti figli di papà che hanno lanciato sassi, bastoni e altro non erano neanche di Mondragone ma arrivavano dalla provincia di Napoli e Caserta e sono convinto che erano pagati pure dalla camorra. Sì a libro paga di chi non vuole l’onestà e il cambiamento. Ci sono stati lanci di bottiglie, sassi e bastoni, malmenando cittadini, giornalisti e poliziotti mi fanno schifo e un misto di pena. Se a essere contestati fossero stati esponenti del M5S e della sinistra via a edizioni straordinarie e dirette televisive, avrebbero urlato allo scandalo. Sono curioso di vedere i telegiornali, i giornali, sentire cosa diranno i giornalisti, Saviano, cosa scriverà Repubblica”.

Cariche a Mondragone, la Lega: Un atto di eversione”

“Ovviamente quanto avvenuto ha destato la reazione della Lega che, attraverso un comunicato, ha scritto: “alcuni teppisti hanno danneggiato l’impianto audio, per impedire il comizio di Matteo Salvini, e aggredito i presenti con lanci di bottiglie e uova, mettendo in pericolo Forze dell’Ordine, tanti cittadini del quartiere e giornalisti. Il leader leghista non ha ovviamente rinunciato alla manifestazione. Un vero atto di eversione – si legge nella nota – commesso dai soliti criminali dei centri sociali, che evidentemente preferiscono l’illegalità e la camorra alle regole ed al cambiamento. Nessuno dei teppisti peraltro era di Mondragone, mentre la gente perbene della città ha ascoltato e applaudito Salvini”.

Il coro unanime della politica: “Diritto di parlare”

Ovviamente quanto verificatosi nel pomeriggio nel casertano ha impressionato tutti. Tuttavia, al di là delle posizioni politiche, anche quanti di idee opposte a quelle di Salvini, hanno severamente condannato quanto accaduto a Mondragone in quanto, a giudizio unanime, chiunque ha diritto di parlare. Persino Roberto Giacchetti (Iv) – solitamente poco ‘tenero’, ha scritto un twitter a difesa del leader della Lega, sostenendo che “Sarà un ciarlatano, un provocatore, un cazzaro. Ma non esiste al mondo che in un paese democratico ad un esponente politico (per di più il segretario del maggiore partito italiano) venga impedito di fare un’iniziativa politica”.

Max