Paolo Nespoli va in pensione, si chiude la brillante carriera del celebre astronauta

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    Dopo tanti voli nello spazio e missioni dai nomi alquanto suggestivi, il celebre astronauta Paolo Nespoli va ufficialmente in pensione e dice addio allo spazio. Voli sullo Space Shuttle e sulla navetta russa Soyuz e tanti esperimenti condotti sulla Stazione Spaziale: un bagaglio di esperienze che fa di Nespoli, ufficialmente in pensione dal primo novembre, uno degli astronauti più navigati d’Italia. L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) gli ha regalato, tra le altre, 350 giorni tra le stelle, facendolo affermare come il secondo europeo ad avere trascorso più tempo in orbita dopo il tedesco Thomas Reiter

    Adesso per Paolo Nespoli si apre un’altra pagina, ancora indefinita ma per la quale “l’ingegnere che non ha mai smesso di sognare”, come si è sempre definito, ha già tante idee. “Mi sento italiano ed europeo e, se vedo un mio futuro professionale, lo vedo in Europa e in Italia”, ha detto Nespoli all’ANSA. Nato il 6 aprile 1957 a Verano Brianza, vicino Milano, i suoi 61 anni non li sente affatto e gli sarebbe piaciuto molto continuare a lavorare fino a 63 anni.Tuttavia, ha aggiunto, “rispetto a quella che dovrebbe essere la norma, l’Esa mi esorta ad andare in pensione un anno e mezzo prima”. C’è un po’ di rammarico per questo, ma i progetti per il futuro non mancano. Il suo primo giorno di pensione lo trascorrerà in aereo per trasferirsi da Bilbao, dove sta tenendo un ciclo di conferenze, a Houston, dove vive da anni. “La mia famiglia è a Houston da sempre”, ha detto riferendosi alla moglie Alexandra e ai figli di 9 e 5 anni. Tra le tante decisioni da prendere c’è innanzitutto quella su dove trasferirsi: “sto decidendo se fare pensionato in una casetta in riva al mare in Florida o se continuare a fare delle cose”, dice scherzando. Stare a riposo non è da lui: “ho in mente progetti tecnici nei quali mi piacerebbe essere coinvolto e nello stesso tempo vorrei mettere a frutto l’esperienza accumulata in questi anni”. Tornare a vivere in Europa e in particolare in Italia gli piacerebbe molto e ha osservato che nel nostro Paese “ci sono ambiti interessanti nei quali lavorare, ad esempio nel settore dei mini satelliti o in quello aeronautico: per il momento sono fantasie che ho e devo capire quali di queste siano fattibili”. Non vorrebbe nemmeno rinunciare alle conferenze, soprattutto a quelle nelle scuole perché, ha concluso “mi piace stare a contatto con il pubblico”.