Home ATTUALITÀ BREAKING NEWS M5s, Paragone si sfoga su Fb: E chi ‘conta’ e non restituisce?

M5s, Paragone si sfoga su Fb: E chi ‘conta’ e non restituisce?

Ormai il clima idilliaco che ne aveva caratterizzato gli inizi, quando l’unità d’intenti per mandare a casa ‘i politici incollati alle poltrone’ la faceva da padrone, sembra essere tramontato. Ora che il M5s di fatto è un partito di governo, e che i suoi uomini ‘dettano legge’, la situazione non sembra ricalcare ‘il progetto iniziale’. Qualcosa si sta rompendo, e ciò che più lascia perplessi, è la ‘straordinaria fermezza’ (quasi dittatoriale), con la quale si procede all’epurazione ‘tout cort’ dei tesserati non in linea con i dettami della leadership. Di contro però, poco fanno per arginare ‘gli ammutinamenti’ interni, od evitare i ‘cambi di casacca’ più che ipotizzabili nell’immediato divenire (aspettiamo l’esito delle due regionali).

“Il capo politico finge di non vedere?”

Ora, a parte le vicende dei senatori in fuga e del ministro dimissionario, c’è anche la faccenda del senatore Gianluigi Paragone, che rischia il benservito per aver osato opporsi quando si è trattato di votare la fiducia in aula alla manovra. Paragone, che stamane ha deciso di affidare a Fb il suo sfogo, toccando per altro proprio il ‘nervo’ del Movimento: le restituzioni. Il senatore infatti, premettendo di aver sempre regolarmente adempito ai suoi ‘doveri’, fa notare come molti altri suoi illustri colleghi siano invece inadempienti. Visto che anche questo può essere impugnato per la ‘cacciata’ dal M5s, Paragone pone una domanda: “Il capo politico dov’era? Non lo sapeva o ha fatto finta di non vedere”?

Tra gli inadempienti figurano cariche importanti

Del resto, fa notare il giornalista (un tempo direttore della ‘Padania’), la stessa Fabiana Dadone, ministra della Pa, “E’ un po’ incompatibile. Non puoi essere nel collegio dei probiviri ed essere anche ministro. Dadone – osserva il senatore 5stelle – è ferma a cinque mensilità: te ne mancano un bel po’ figlia mia…”. Quindi, prefigurando la possibilità di un esposto per chiedere la sua espulsione, Paragone cita anche altri casi ‘eclatanti, come quello di Carla Ruocco, ugualmente non in regola con le restituzioni: “E’ presidente della commissione Finanze e vuole andare a fare la presidente della commissione di inchiesta sulle banche… E’ ferma soltanto a tre mensilità – fa notare paragone – Allora, non puoi sorvegliare sui conti degli altri e non essere in regola con qualcosa di identitario rispetto al Movimento“. Ma non finisce qui, conclude infine il senatore M5s, “lo stesso vale per il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, ferma a due mesi…”. Insomma una lista ‘scottante’ ed imbarazzante che induce a pensare come, anche nel partito ‘dei giusti e degli equi’, vi possano essere invece tali disparità: questioni di convenienza?…
Max