Home SPORT CALCIO Parma, Baraye e il razzismo: “Non affittiamo a extracomunitari”

Parma, Baraye e il razzismo: “Non affittiamo a extracomunitari”

Ultimo aggiornamento 12:09

Cresciuto nelle giovanili del Marsiglia Yves Baraye è arrivato in Italia nel 2009, acquistato dall’Udinese. Dieci anni nel nostro paese, a cui l’attaccante senegalese di proprietà del Parma si è legato in modo viscerale, tanto da decidere di affittare un appartamento senza avere la certezza che il suo futuro calcistico sia ancora in Italia.

A Parma per la precisione, dove Baraye aveva deciso trovare sistemazione in attesa di capire il suo futuro. L’appartamento sarebbe servito anche al fratello minore, anche lui calciatore. Per trovare l’immobile l’attaccante di proprietà del Parma e nell’ultima stagione in prestito al Padova, si è affidato ad un amico intermediario. Una scelta normale per un giovane in rampa di lancio, peccato che il suo primo tentativo di trovare casa non sia andato a buon fine per colpa di un episodio di razzismo.

Baraye: “Nel 2019 è davvero triste vedere certe cose”

Baraye aveva infatti deciso di affittare un appartamento in zona Oltretorrente, ma la risposta del proprietario di casa è stata secca: “Non affittiamo ad extracomunitari”. Una presa di posizione netta quella del proprietario che ha generato lo sdegno del calciatore: “Adesso sto cercando un’altra casa. Scrivete quanto è successo, è davvero triste che nel 2019 si debba ancora assistere a certi episodi”.

A rendere nota la vicenda è stato il portale Sportal, che ha contattato anche l’intermediario di Baraye: “Mi sono molto arrabbiato, è un episodio di razzismo bello e buono. Oltretutto il proprietario ha perso una bella occasione perché la casa sarebbe stata utilizzata ben poco: gli impegni calcistici porteranno Yves e probabilmente anche il fratello lontano da Parma e lui avrebbe comunque percepito l’affitto”.

Anche il sindaco di Parma Federico Pizzaroti si è espresso sulla vicenda: “Un grave episodio di razzismo, non tanto perché chi si è visto chiudere la porta in faccia è un calciatore ma perché extracomunitario, come se fosse una colpa. Episodi di questo genere non rispecchiano le idee di Parma, una città che ha sempre fatto dell’uguaglianza tra le persone un suo fondamentale principio”, ha concluso il sindaco.

Aggiornamento 10:20

Dopo aver confermato la versione dei fatti precedente Yves Baraye nella mattinata di oggi ha ritrattato ai microfoni dell’Ansa: “Non so nulla”. Anche l’agenzia che ha seguito il caso ridimensiona l’accaduto: “Si è trattato di una incomprensione tra il proprietario e l’intermediario legata al fratello più piccolo minorenne. Il razzismo non c’entra”.