Pasqua 2021, dal cibo allo stare insieme la ‘ricetta’ per feste serene

 

È il secondo pranzo di Pasqua che gli italiani vivono senza poter festeggiare in libertà. E ci si consolerà con i piaceri della tavola tradizionale: uova, torte dolci e salate, colomba, cioccolato. Ma se l’obiettivo è anche quello di mantenere la linea, spiega la nutrizionista Gemma Fabozzi, responsabile del centro B-Woman per la salute della donna di Roma, serve una strategia. “Quello che rischiamo – dice – è che ci si rivolga al cibo per ‘dimenticare’, e i nostri organi siano costretti a gestire gli eccessi del pranzo di Pasqua andando incontro a lentezza digestiva, cefalea, pesantezza e gonfiore addominale”.  

Ecco allora qualche regola per una Pasqua piacevole ma anche ligia, guardando con fiducia all’estate e alla prova costume: in primis, verdure come ‘scudo’ delle abbuffate, crude o da contorno, scegliendo in particolare quelle dal gusto amaro. 

“Prima regola, dunque: iniziare il pasto con della verdura cruda, per facilitare il senso di sazietà – consiglia la nutrizionista – e come antipasto possiamo preparare un pinzimonio di finocchio, sedano, cetriolo o misto con semplice olio e limone o, soluzione più sfiziosa, frullare un avocado con un filo d’olio Evo e del limone spremuto per fare il pieno di grassi buoni antinfiammatori. Sfruttare poi le proprietà della verdura amara, che può essere proposta come contorno: se optiamo per un pranzo principalmente a base di carne, allora meglio consumarla cruda e scegliere tra rucola, puntarelle, indivia belga o riccia, radicchio, oppure optare per un carpaccio di carciofi crudi (solo il cuore per evitare di avere come effetto collaterale del gonfiore addominale). Sono verdure ricche di inulina, sostanza molto efficace nel detossificare l’organismo e in particolare il fegato, che in questo modo potrà gestire meglio gli zuccheri che introdurremo durante il pranzo di Pasqua o di Pasquetta”.  

Nel caso in cui il piatto principale sarà un primo, come la classica lasagna, “allora possiamo optare per una verdura sempre amara – consiglia Fabozzi – ma ripassata in padella con olio, aglio e un pizzico di peperoncino a crudo sul piatto per sfruttare il contenuto di vitamina C e di capsaicina, dalle documentate capacità di bruciare grassi e stimolare il metabolismo, che altrimenti verrebbero inattivati dal calore”.  

Cioccolato è la parola d’ordine per grandi e piccini a Pasqua. Ma come sceglierlo? “Mentre cioccolatini comuni e snack vari al cioccolato non hanno alcun effetto benefico, anzi, possono solo affaticare fegato e pancreas per il gran contenuto di zuccheri – spiega la nutrizionista – il cioccolato fondente è un vero e proprio ‘superfood’, grazie alle innumerevoli proprietà delle fave di cacao, ricche di vitamine e minerali e, cosa ancora più rilevante, contengono grandi quantità di antiossidanti, flavonoidi e polifenoli che fungono da protezione contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento delle cellule, ma anche di alcune patologie. Regola d’oro: la cioccolata deve essere fondente con cacao superiore all’80%. Ottimo anche il cacao crudo, ottenuto da fave non tostate, una fonte eccellente di sostanze antiossidanti. Oggi si possono trovare ottime uova di pasqua con questo tipo di cacao”.  

Infine, anche l’umore ha la sua importanza. “Le festività pasquali – interviene Federica Faustini, psicologa e psicoterapeuta del centro B-Woman – rappresentano occasioni di convivialità. Come sostituire le nostre abitudini e tradizioni, che ci sono state momentaneamente negate? In primis, non rinunciare a preparare i dolci della tradizione locale, a ornare la casa di oggetti simbolici e a seguire le più semplici tradizioni che ci piacciono e che proprio per questo sono anche le più vere”.  

“Può essere d’aiuto – suggerisce – creare occasioni nuove di scambio e condivisione e pensare a soluzioni alternative e creative per stare insieme anche se distanti. Per esempio, fare videochiamate di gruppo per vivere insieme cene o pranzi. Ma possono anche essere utilizzati metodi più tradizionali, i bambini che non possono vedere i propri nonni, possono scrivere una lettera da recapitare loro i giorni delle festività. I lockdown affrontati nell’ultimo anno, tutte le restrizioni e i disagi subiti hanno comportato la perdita di molte delle nostre abitudini e un modo completamente diverso di coltivare le nostre relazioni. Può essere allora utile attraversare questa fase in modo progettuale, pensando anche a come vorremo nutrirci di alcune delle nostre relazioni non appena sarà possibile farlo”.