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Pensioni, strappo governo-sindacati: “Lottiamo per giovani e donne”

A un certo punto, a metà della riunione, ha preso e si è alzato. Mario Draghi ha lasciato i leader dei sindacati a discutere con i ministri Franco e Orlando. Il premier non ha sbattuto i pugni ma si vocifera di toni accesi. È stato l’apice di un incontro che si è trasformato in rottura. Tra governo e sindacati non si è trovata l’intesa sulle pensioni, vero ago della bilancia della prossima Legge di bilancio.

La manovra verrà approvata domani in Consiglio dei ministri, sulle pensioni non è stato ancora messo il punto. I leader di Cisl, Cgil e Uil si sono opposti, punto per punto, alla bozza della Legge di bilancio firmata Draghi-Franco. Lo spazio per ricucire lo strappo è minimo, i sindacati respingono l’idea della riforma delle pensioni, che secondo loro non farebbe altro che “tornare alla Fornero”.

Il dibattito acceso, potrebbe arrivare alle piazze. I leader sindacali hanno sventolato l’ipotesi di una mobilitazione. Tra le critiche alla manovra i pochi fondi assegnati alle pensioni: 800 milioni. A fronte degli 8 miliardi stanziati per ridurre le tasse. Proprio ieri il premier Draghi, in un istituto tecnico di Bari, ha promesso ai giovani: “Dopo anni di chiacchiere siete voi al centro del piano di governo”.

Pierpaolo Bombardieri, Segretario generale della Uil, in un’intervista a Radio Anch’io su Radiouno, ha precisato: “Le nostre rivendicazioni riguardano la possibilità per i giovani e per le donne di costruire pensioni dignitose. Noi stiamo rivendicando lavoro dignitoso per i giovani, che se fanno lavori precari e non possono costruire una base pensionistica. Per i giovani che fanno formazione lavoro e per le donne che si dedicano alla cura della famiglia e dei bambini chiediamo contributi figurativi. Stiamo facendo una battaglia per i giovani e per le donne che fra vent’anni non avrà una pensione dignitosa. La risposta che ci viene data è che ci sono problemi economici”.

Continua il leader di Uil: “Noi siamo pronti a riprendere il confronto in qualsiasi orario del giorno e della notte. Per quello che ci riguarda ci misureremo sul merito delle questioni fino all’ultimo minuto possibile. Dopo di che, se il Consiglio dei ministri deciderà le cose che ieri ci sono state illustrate, sentiti i nostri organismi e dirigenti valuteremo la mobilitazione nelle prossime settimane per fare pressione sul governo per cambiare le scelte di questo governo”.