Per sesso il Magistrato aggiusta i processi

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    I casi di giustizia in cambio di sesso non sembrano chetarsi. Dopo le varie vicende di orge con escort che vedevano coinvolti magistrati ed avvocati romani, ora è il turno di Lecce. E non poche gole profonde confessano che in molte procure viaggerebbero valigette e prestazioni sessuali per “aggiustare processi”.
    Così sono scattate le manette stamani per Emilio Arnesano (pubblico ministero a Lecce) secondo l’accusa il magistrato avrebbe ottenuto elargito favori in cambio di prestazioni sessuali. L’arresto è stato disposto dal gip di Potenza, nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica del capoluogo lucano. Sequestrata un’imbarcazione ed oltre 18 mila euro al pm “in quanto profitto del reato di corruzione”. Assieme al magistrato provvedimenti giudiziari (arresti domiciliari) anche per il direttore della stessa Asl, per due dirigenti ed un’avvocatessa leccese che esercitava il meretricio per risolvere a proprio favore le vertenze giudiziarie.
    Arnesano, secondo il gip di Potenza, tra le altre cose, pare abbia anche agevolato l’esame orale d’una “giovane collega” dell’avvocatessa Benedetta Martina: con quest’ultima il pm avrebbe stretto un rapporto “correttivo, consolidato e duraturo”, e in numerose occasioni avrebbe pilotato procedimenti in cui gli indagati erano assistiti dalla legale, ottenendo in cambio prestazioni sessuali. La stessa Martina avrebbe chiesto al magistrato di aiutare una sua amica a superare la prova e il magistrato si sarebbe impegnato, contattando un componente della commissione d’esame (l’avvocato Ciardo) incontrandolo e concordando con lui le domande da porre alla giovane. Sempre su richiesta dell’avvocatessa, in un’altra occasione, Arnesano sarebbe intervenuto per indirizzare un procedimento disciplinare. A saldo la giovane si concedeva al pm, e come da prestazione sessuale pattuita.
    Altra accusa riguarderebbe il suo intervento presso il presidente del collegio di disciplina dell’Ordine degli avvocati di Lecce (Augusto Conte) su richiesta dell’avvocato Manuela Carbone. “La richiesta veniva avanzata e accettata” e il pm chiedeva in cambio all’avvocato Carbone “prestazioni sessuali”.
    Con Arnesano in carcere ci è finito anche il dirigente della Asl di Lecce, Carlo Siciliano. Sono ai domiciliari il direttore generale della Asl di Lecce (Ottavio Narracci) e Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo (entrambi dirigenti dell’Asl di Lecce), e l’avvocata Benedetta Martina. Per l’avvocato Salvatore Antonio Ciardo è stato disposto il divieto di dimora a Lecce. E la vicenda ricorda parecchio quella degli esami alla facoltà di Giurisprudenza di Bari, dove in cambio d’esami orali alcuni baroni (poi denunciati) chiedevano “prestazioni orali”.