PETROLIO IN CADUTA LIBERA

il petrolio, che sta vivendo una drammatica discesa del prezzo. la decisione presa dall’Opec ieri sera di lasciare invariato il quantitativo estratto a 30 milioni di barili al giorno ha prodotto l’effetto di un ulteriore scivolata dei prezzi dell’oro nero sui mercati internazionali. Sui mercati asiatici, su quello elettronico di New York e anche a Londra si sono susseguiti nuovi minimi di prezzo: il greggio americano Wti con consegna a gennaio è sprofondato fino a 67,75 dollari mentre il Brent ha toccato quota 71,12 dollari. Nel solo mese di novembre i prezzi del Brent sono scesi del 17% e quelli del petrolio Wti americano del 15%. Da giugno ad oggi il ribasso delle quotazioni del greggio risulta ampiamente sopra al 30%. Un andamento drammatico che mette in ginocchio le economie legate strettamente al petrolio, come Russia e Norvegia.
A Mosca continua il crollo del rublo, affondato dal “peso” della materia prima che costituisce il 50% del bilancio nazionale e il 70% del suo export. La valuta di Putin è crollata a quota 49 contro il dollaro e oltre 60 contro l’euro.