Pompei, ritrovato cavallo completamente bardato

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    Scoperta eccezionale a Pompei: un cavallo alto, di grande razza e bardato completamente con la sella e gli ornamenti riccamente decorati in bronzo. È lo splendido esemplare appartenuto ad un altissimo magistrato militare, un animale forse pronto a permettere al suo padrone di correre in soccorso dei cittadini nelle ore più buie dell’eruzione drammatica del 79 dopo Cristo: questa l’ultima scoperta di Pompei che non finisce mai di stupire rivelando nuove preziose testimonianze del passato.

    Il cavallo è stato colpito dall’eruzione del Vesuvio mentre era ancora legato in un grande fienile insieme ad altri due o forse tre cavalli di grande razza, è stato spiegato. Lo splendido esemplare del comandante militare dovrebbe aver fatto una fine atroce, “soffocato dalle ceneri che invadevano l’ambiente o travolta dallo shock di calore all’arrivo della nube piroclastica”, o dai vapori ardenti che nelle ultime ore spazzarono via qualsiasi speranza di sopravvivenza di coloro che non avevano avuto il tempo di scappare.
    Lo scavo che ha portato alla luce la stalla con i resti di cavalli, la sella e la ricca bardatura del sauro, è specificato, non fa parte del Grande Progetto iniziato con fondi europei.

    La Tenuta del Sauro Bardato, ovvero la grande villa suburbana adiacente a via di Civita Giuliana alla quale apparteneva la stalla appena scavata, era una residenza di altissimo pregio, con ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un efficiente quartiere di servizio, con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino, e ampi terreni fittamente coltivati. Dagli inizi del Novecento una serie di scavi mirati erano stati commissionati proprio qui dal marchese Imperiali, allora proprietario del fondo, che con una autorizzazione dello Stato, portando alla luce alcuni ambienti riccamente affrescati insieme a suppellettili e oggetti che poi in parte vendette ai musei ma che oggi sfortunatamente sono andati perduti, anche in seguito al bombardamento che nel 1943 distrusse l’Antiquarium del parco.