PREMIO CULTURALE GIOVANNI BOCCACCIO

Prende il via da domani,venerdì 11 settembre, il premio culturale Giovanni Boccaccio,nella cornice del Comune di Certaldo. Si tratta di un evento culturale di tutto rilievo dal momento che,nella letteratura italiana, la tradizione novellistica, dal medioevo ai nostri giorni, ha avuto un peso forse anche più rilevante del romanzo o di altri generi letterari. Proprio nella giornata di domani sarà tenuto un seminario internazionale su “Giovanni Boccaccio e dintorni” anche al fine di ricostruire il ruolo che la produzione letteraria di quest’ultimo ha avuto sulla letteratura italiana. Mi permetto di ricordare al proposito opere come le novelle di Matteo Bandello o Masuccio Salernitano,che rappresentano la continuazione speculare, in epoca rinascimentale,di un genere di cui il Decameron di Boccaccio rappresenta l’espressione forse più alta e il modello particolarmente ammirato in Francia,prima che in altri Stati europei. Sabato 12 settembre sarà invece la volta della valutazione delle opere dei giovani nella sezione “Piccolo Decameron”,che raccoglie le novelle vincitrici e selezionate della seconda e terza edizione del concorso letterario “Boccaccio Giovani”, i cui giovanissimi autori sono stati premiati a giugno nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, a Firenze.Infine tra i premiati,nel campo del giornalismo,Milena Jole Gabbanelli e sarà presente alla cerimonia anche Sergio Zavoli. Per comprendere appieno  il ruolo culturale di Giovanni Boccaccio,specialmente in prosa,ma non bisogna dimenticare che fu anche poeta,al di là delle riflessioni e degli approfondimenti doverosi che, a livello culturale, si impongono sulla novella come genere antesignano e modello genitoriale del romanzo, possono risultare altrettanto interessanti e non privi di implicazioni i parallelismi col parente stilistico più prossimo del “conte philosophique” che tanto sviluppo e fortuna ebbe appunto in Francia, e particolarmente nel secolo dei lumi (lo stesso Candide di Voltaire è spesso considerato un racconto di genere filosofico più che un romanzo),proprio laddove l’opera boccaccesca aveva destato maggiori consensi e imitatori,non ultima Marguerite di Navarra, col suo Heptameron, che fu proprio una delle ispiratrici,con le sue novelle esemplari, dell’opera di Matteo Bandello,non a torto considerato il più prossimo erede letterario di Giovanni Boccaccio e da cui lo stesso Shakespeare non mancherà di attingere per trarre spunti e trame narrative. Ogni volta, dunque, che si rievocano o si celebrano nomi di autori italiani come Boccaccio e Bandello, siamo in grado di riconoscere la loro dimensione europea del tutto avulsa dal provincialismo o dal campanilismo e la matrice unitaria della stessa cultura letteraria europea,per questo certi premi letterari meritano una considerazione particolare in un contesto politico in cui si comincia a parlare di processo di unificazione europea non solo a livello economico-monetario.