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    Preservativi usati venivano ‘riciclati’ e rimessi in vendita sul mercato: choc in Vietnam

    Ultimo aggiornamento 20:39

    Spesso la realtà supera la fantasia, rivelando vicende che, addirittura, surclassano le barzellette da bar.

    L’ultima viene dal Vietnam, nell’immaginario di tutti, ancora oggi inquadrata come un’immensa giungla disseminata da capanne in bambù, puntualmente sorvolate dagli elicotteri dei Marines!

    Fortunatamente non è così, smaltiti i postumi di un terribile conflitto (per altro terminato senza vincitori), questa laboriosa nazione ha saputo rialzarsi, per tornare lentamente al passo con i tempi.

    Anzi, come vedremo, ‘pure troppo’!

    Le agenzie di stampa internazionali hanno infatti battuto la notizia (pazzesca) che, all’interno di un capannone sito nei pressi della cittadina di Ho Chi Minh City, venivano riciclati – per poi essere messi nuovamente i vendita – preservativi usati!

    Nello specifico, dopo aver lasciato ‘a mollo’ in acqua bollente i condom, gli operai li rimodellavano usando come base un fallo in legno, per poi riavvolgerli nuovamente, dopo averli debitamente ‘lubrificati’.

    Preservativi usati e rivenduti per nuovi: “Mi pagano 13 cent al chilo”

    A quanto sembra l’attività era redditizia, come dimostrano gli oltre 360 chili (pari a ben 345mila preservativi), sequestrati dagli agenti. A finire in manette una donna identificata come la titolare del magazzino, che non ha ‘voluto’ esporsi più di tanto, limitandosi a dichiarare che faceva questo lavoro su ‘commissione’, in seguito alla proposta fattagli da una persona che, oltre a consegnarle ogni mese la ‘merce usata’, passava poi a ritirare quella riciclata, pagandogliela al chilo 0,17 dollari (circa 13 centesimi di euro).

    La denuncia dell’Onu per i preservativi venduti senza i controlli di qualità

    Ovviamente da parte delle autorità locali c’è grandissima apprensione per la pericolosità di questi condom rimessi in vendita, capaci come minimo di trasmettere malattie ed infezioni pericolosissime.

    Basti pensare che, ha informato un report dell’Onu nel 2014, soltanto i preservativi che non avevano passato i controlli di qualità, e rimessi in vendita illegalmente, rappresentavano il 40% di quelli usati normalmente nel paese.

    E per l’occasione vennero registrate molte gravidanze indesiderate e, peggio, moltissimi casi di infezioni sessuali…

    Max