Processo Cucchi, chi è Francesco Tedesco, il carabiniere che ha confessato

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    Ora i riflettori sono puntati tutti su di lui. Sono in molti a scavare per carpire quanti più dettagli possibili sul militare che ha dato un svolta decisiva al processo bis per la morte di Stefano Cucchi, tenutosi ieri nella Capitale. Francesco Tedesco, originario di Brindisi, era il vicebrigadiere in servizio presso la stazione Appia dell’Arma quando nell’ottobre del 2009 Stefano Cucchi fu arrestato per droga, per poi morire una settimana dopo (il 22 ottobre) al Sandro Pertini di Roma. Secondo la Procura (e la famiglia di Stefano), la morte del giovane 31enne sarebbe stata causata dalle botte inflitte dai tre carabinieri che lo hanno arrestato, tesi che viene ora confermata proprio da Tedesco. L’uomo ha infatti confessato quanto accaduto durante e dopo le fasi dell’arresto del geometra, accusando i due colleghi che in quel momento erano con lui.
    Nel processo bis, Tedesco è imputato assieme ad altri quattro carabinieri e ha indicato come autori del pestaggio i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, accusati assieme a lui di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità. Il nome di Tedesco era rimbalzato sul web nel 2016 quando la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, aveva pubblicato su Facebook una foto del carabiniere in costume da bagno. “Volevo farmi del male, volevo vedere le facce di coloro che si sono vantati di aver pestato mio fratello – aveva scritto Ilaria Cucchi nel post – di coloro che si sono divertiti a farlo. Le facce di coloro che lo hanno ucciso. Ora questa foto è stata tolta dalla pagina. Si vergogna? Fa bene”. In breve tempo lo scatto era diventato virale e il carabiniere era stato sommerso da una valanga di insulti e minacciato di morte.
    Oggi il pm Giovanni Musarò ha rivelato come il 20 giugno scorso Tedesco abbia presentato una denuncia in procura sul caso Cucchi, a seguito della quale, tra luglio e ottobre è stato sentito tre volte dai magistrati. Nel corso dell’interrogatorio reso il 18 luglio, Tedesco ha fornito la sua versione dei fatti. “Cucchi e Di Bernardo ricominciarono a discutere e iniziarono a insultarsi, per cui Di Bernardo si voltò e colpì Cucchi con un schiaffo violento in pieno volto – si legge nel verbale dell’interrogatorio -. Allora D’Alessandro diede un forte calcio a Cucchi con la punta del piede all’altezza dell’ano. Nel frattempo io mi ero alzato e avevo detto: ’Basta, finitela, che ca..o fate, non vi permettete’. Ma Di Bernardo proseguì nell’azione, spingendo con violenza Cucchi e provocandone una caduta in terra sul bacino, poi sbattè anche la testa. Fu un’azione combinata”.
    “Stefano Cucchi prima iniziò a perdere l’equilibrio per il calcio di Raffaele D’Alessandro, poi ci fu la violenta spinta di Alessio Di Bernardo, in senso contrario, che gli fece perdere l’equilibrio provocando una violenta caduta sul bacino – ha raccontato ancora Tedesco durante l’interrogatorio -. Anche la successiva botta alla testa fu violenta, ricordo di aver sentito il rumore. Nel frattempo mi alzai, spinsi Di Bernardo ma prima che potessi intervenire D’Alessandro colpì con un calcio in faccia (o in testa) Cucchi mentre era sdraiato in terra”.