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Proroga imposte 2020, novità, partite IVA e commercialisti chiedono rinvio a settembre: le due ipotesi

Ultimo aggiornamento 09:49

In uno degli ambiti di maggior interesse per quanto riguarda il settore degli autonomi e delle partite IVA commercialisti, quello relativo alla cosiddetta proroga per le imposte, al momento, la novità è che c’è un assordante silenzio, tutt’intorno. Sulla nota proroga delle imposte al 30 settembre 2020, dunque, non si smuovono le acque, per il momento.

Partite IVA e commercialisti sono in attesa di news ma nel mentre provano a mettere sul piatto delle risposte per superare il problema di liquidità che assume un peso schiacciante per quanto concerne i pagamenti al 20 luglio. Come poter risolvere il problema? Si fanno largo due ipotesi: versamento ad agosto con maggiorazione o rinvio fai da te a settembre, con ravvedimento breve sulle sanzioni. Andiamo a vederci chiaro.

Proroga imposte 2020, partite IVA e commercialisti chiedono rinvio a settembre, due ipotesi

Dunque la proroga imposte, con il rinvio al 30 settembre 2020 è per ora appena un’ipotesi. Tutti i titolari di partita IVA e commercialisti incoraggiano il rinvio della scadenza del 20 luglio, ma per ora non si muove foglia. Da una parte la Camera ha approvato un ordine del giorno che chiede il Governo a rinviare la scadenza delle imposte sui redditi, nello stesso tempo non è ancora chiaro se in tal senso ci saranno novità nel testo definitivo del decreto Semplificazioni.

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Finora non trapelano notizie del rinvio delle imposte sui redditi per i titolari di partita IVA, misura vista come basilare sia per fronteggiare la crisi economica nel periodo degli adempimenti fiscali. E i commercialisti, insieme ai clienti, scendono in campo per richiedere il rinvio urgente al Governo. Un appello è arrivato anche dal CNDCEC, con la lettera trasmessa al Premier Conte e al Ministro Gualtieri.

Nel mentre, pare che saranno pochi a rispettare la scadenza del 20 luglio 2020. Molti punteranno al versamento delle imposte Irpef ed Ires entro il 20 agosto, con maggiorazione dello 0,40%. C’è chi poi azzarda di aspettare fino a settembre, sperando in una moratoria sulle sanzioni o, in assenza, beneficiando del ravvedimento breve. Del resto potrebbe giungere solo dopo il 20 luglio 2020 la ipotesi della chance di pagare le imposte sui redditi entro la fine del mese di settembre, senza applicare sanzioni ed interessi.

aggiornamento ore 6,12

Se la proroga non sarà ufficializzata nel decreto Semplificazioni, per le partite IVA la scadenza per pagare Irpef, Ires ed imposte sostitutive resta quella del 20 Luglio. Molti puntano dunque sulla necessità di un rinvio al 30 settembre.

Tra le ipotesi in campo si fa largo quella non di una proroga ma di una disapplicazione delle sanzioni per chi non verserà quanto deve entro lunedì. Strada che, in una situazione di oggettiva crisi economica, sembra spingere molti a puntare forte su questa ipotesi ed attendere, nella speranza di una moratoria o, in caso contrario, versando le sanzioni con ravvedimento operoso.

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