Psoriasi, per i pazienti l’inverno è il momento più difficile dell’anno

In estate i pazienti affetti da psoriasi sopportano di più la malattia: sintomi e disturbi, infatti, diminuiscono. Ma si tratta di una condizione momentanea. Con l’arrivo dell’inverno la complessa patologia infiammatoria cronica ritorna. Tutta colpa della causa della psoriasi, che risiede in un’anomala proliferazione dei cheratinociti che compongono l’epidermide. L’aria secca, la minore esposizione alla luce solare e una maggiore probabilità di ammalarsi per sindromi infettive o influenzali possono peggiorare la sintomatologia.  

Uno studio, pubblicato sul Postgraduate Medical Journal, recentemente ha analizzato il legame tra i sintomi della psoriasi e le stagioni. Obiettivo: verificare se ci fosse una variazione nell’interesse per la malattia in base alla stagionalità. Gli autori – come riporta un articolo pubblicato sul sito ‘Alleati per la Salute’ (www.alleatiperlasalute.it ), il portale dedicato all’informazione medico-scientifica realizzato da Novartis – hanno analizzato i dati delle ricerche su Google Trends compatibili con problematiche di psoriasi, per individuare un pattern stagionale per la malattia e osservare l’andamento nell’interesse delle persone. Dalle ricerche fatte su web e social è possibile, infatti, monitorare i sintomi, quello che il paziente pensa e desidera sapere sulla malattia e sulla terapia che riceve. Dalla conoscenza di questi elementi è possibile avere accesso a una serie di informazioni in grado di facilitare la relazione medico-paziente e di pensare a terapie più personalizzate.  

I ricercatori – sottolinea l’articolo – hanno analizzato il volume delle ricerche relative al termine ‘psoriasi’ da gennaio 2004 a dicembre 2018. Per valutare la stagionalità della malattia, i ricercatori hanno messo a confronto i dati di due paesi dell’emisfero meridionale (Australia e Nuova Zelanda) e quattro paesi dell’emisfero settentrionale (Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Irlanda). Complessivamente, è emerso che il numero di ricerche sulla psoriasi è diminuito costantemente tra il 2004 e il 2010, per poi aumentare di nuovo dal 2011 al 2018. È stata inoltre evidenziata, nei due campioni, una variazione significativa, in base alla stagione, sul volume delle ricerche per la psoriasi.  

Lo studio mostra che i picchi di ricerca più significativi si registrano a fine inverno e nei primi mesi di primavera, mentre valori minimi sono tipici dei mesi di fine estate e inizio autunno. Questo dato conferma quanto è noto ai pazienti. Nei mesi invernali infatti si riduce l’effetto benefico dei raggi solari e la scarsa umidità dell’aria e l’utilizzo di impianti di riscaldamento possono accrescere lo stato di secchezza della cute e favorire la circolazione di virus influenzali: tutte condizioni che possono peggiorare la sintomatologia della psoriasi e la qualità di vita del paziente.  

Tra i primi 11 argomenti più cercati (keyword) sul web, che costituiscono i topic delle principali aree d’interesse, dubbio o preoccupazione degli utenti, oltre ad alcuni farmaci specifici per la cura della malattia, compaiono spesso: shampoo; eczema; psoriasi guttata; dermatite seborroica; dermatite; artrite psoriasica; dermatite atopica. Secondo gli autori dello studio, alla luce di queste informazioni, oltre a indagare la stagionalità nell’interesse pubblico, i dati ottenuti da Internet potrebbero essere utilizzati per guidare gli interventi di sanità pubblica e gestire l’assistenza ai pazienti con psoriasi in modo personalizzato anche in base alla stagione. La malattia infatti ha un andamento variabile ma purtroppo, anche dopo dei miglioramenti, si ripresenta.  

L’articolo completo è disponibile su: https://www.alleatiperlasalute.it/una-mela-al-giorno/psoriasi-e-stagionalita