Questione Tav, Appendino chiede aiuto a Di Maio

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    Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha lasciato un suo commento in merito alla questione Tav e alla protesta relativa (tenutasi a Torino) su Facebook: “Oggi ho incontrato Chiara Appendino e abbiamo parlato anche del Tav. Nei prossimi giorni con il premier Giuseppe Conte, il ministro Danilo Toninelli e altri rappresentanti del governo del cambiamento vogliamo incontrare i rappresentanti della manifestazione di Torino. Per loro, come per tutti i cittadini, le porte delle istituzioni sono aperte per un dialogo costruttivo”. Nel commento, il vice premier chiarisce altre questioni: “Ve lo dice uno iscritto a un movimento che in piazza c’è nato, ma che per anni è rimasto inascoltato dai vecchi governi. Le porte sono sempre aperte. A tutti!”, ha detto.Il commento è stato seguito a ruota da quello del presidente della Camera e collega di partito, Roberto Fico: “Giustissimo incontrare i Sì Tav. Quando facevamo le manifestazioni No Tav noi volevamo essere convocati da sindaco, governo e ministri. I Sì Tav hanno tutto il diritto di manifestare. Hanno fatto una grande manifestazione e va bene così. Fermo restando che il mio pensiero resta che la Tav è un’opera obsoleta, e non va assolutamente fatta”.Questo è il frutto dell’incontro di ieri con la sindaca di Torino, recatasi a Roma per parlare con Di Maio e decidere cosa fare dopo la manifestazione Sì Tav a cui hanno partecipato più di 40mila dimostranti nel capoluogo piemontese. Un flusso che ha colto impreparato anche lo stesso Di Maio. Chiara Appendino, dopo una domenica di rifelssioni, senza impegni ufficiali (ha disdetto la partecipazione a Cioccolatò, la kermesse dolciaria per il ritorno della quale si era espressa tanto), ha riflettuto sulla risposta da dare e su quali provvedimenti prendere soprattutto per non interrompere bruscamente i rapporti con le imprese, proprio quelle a cui il vicepremier si rivolge adesso con il suo invito al confronto. In mattinata la sindaca aveva detto alle organizzatrici della manifestazione Sì Tav di sabato scorso che potevano recarsi in Comune. “Alla luce dalle istanze emerse dalla manifestazione di sabato 10 novembre e ai richiami all’operato dell’amministrazione di Torino – ha detto in una nota l’Appendino – con la presente desidero invitarvi a un primo confronto il 16 novembre a Palazzo civico”. Immediata la replica delle 7 “madamin” che hanno colmato piazza Castello: “Ringraziamo per l’invito ma prima di Appendino vogliamo incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. Una risposta che non è stata gradita alla sindaca: “Le organizzatrici della manifestazione dei 7 Sì – il commento della prima cittadina torinese su Twitter – rispondono subito con un no a una proposta di incontro. Un brutto segnale di chiusura. Ma la mia porta rimane comunque aperta”. Ora l’invito di Appendino è superata da quella di Di Maio e Fico. Non è una novità che Appendino cerca in Di Maio un’ancora di salvezza: lo aveva già fatto in occasione della candidatura alle Olimpiadi, dopo che i suoi consiglieri avevano espresso parere contrario per i Giochi del 2026. L’inizio della fine, di quei mesi di repliche e controrepliche, lettere e dossier tra Roma e Torino che alla fine hanno fatto deviare alla candidatura di Milano e Cottino e all’umiliazione di Torino. Una delle ragioni per cui in piazza si sono riversati i torinesi delusi sabato, molti con le bandiere a cinque cerchi.