Rapporti con Ue: Conte cuce, Salvini polemizza

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    E’ sempre più controverso e delicato il piano di riavvicinamento tra l’Italia governativa e la Ue che non più tardi di qualche settimana fa si è profondamente espressa in termini negativi bocciando le nuove linee operative di Manovra del Governo.
    E mentre il rapporto con la Ue viene affidato alla diplomazia di Conte, Salvini se la prende con Confindustria. Il complesso rapporto di sfiducia che l’una e l’altra componente della trattativa e della vicenda in sé (la Ue da una parte e, per l’appunto, il governo dall’altra) ha da tempo minato anche in diversi operatori ed analisti sia della politica italiana che internazionale e sia del vasto e complicato mondo della finanza e dei mercati internazionali ed europei in generale, la convinzione che una vera forma di intesa e di armonica reciproca soddisfazione possa essere alla fine trovata.
    Se è vera questa tesi, in effetti una ulteriore conferma potrebbe essere data dalla ultima recente contestazione tra Salcini e Confindustria, mentre Conte prova a ricucire un po’ il rapporto con tutte le componenti di questa partita di estrema rilevanza andando a tessere le lodi dell’understatement. “Le parole hanno un peso. Il mio è un silenzio operoso e virtuoso”. Dopodiché, insiste su di un chiaro ed evidente tasto: “Sui saldi non vi anticipo nulla. Il silenzio è d’oro in una trattativa. Finche non avremo definito la soluzione finale con  l’Ue non anticiperò alcunché”.
    Il rapporto con la Ue è delicato ma Conte manifesta una certa risoluta sensazione di ottimismo. “Voglio rassicuravi sul fatto che questo governo è impegnato affinchè la discussione con Bruxelles sulla nostra legge di Bilancio si chiuda favorevolmente”, ha affermato Conte. “Sabato scorso, a margine del G20 – dichiara Conte in merito alla Ue – ho avuto un nuovo incontro molto positivo con il presidente della Commissione Juncker e il commissario Moscovici; i mercati finanziari hanno già percepito questo clima più positivo e lo spread sta già scendendo: il differenziale di rendimento tra i nostri decennali e quelli tedeschi è tornato stabilmente sotto i 290 punti base. Scenderà ancora fino a riportarsi sui livelli coerenti con i buoni fondamentali della nostra economia”.

    Con le imprese sposa la linea del dialogo e dei toni morbidi: “L’Italia è salda, economicamente e politicamente. Forti di questa certezza, siate fiduciosi e intraprendenti, coscienti che questo Governo vi sosterrà sempre per il bene del nostro amato paese”.