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Recovery Fund, Conte entusiasta chiama la Leyen. Se tutto va come speriamo, urge poi un ‘rimpasto’

Premesso ancora una volta che, sebbene con altissime probabilità di ‘andare in porto’, al momento è comunque soltanto una proposta (certo, in quanto suggerita dalla stessa Commissione Ue è più che credibile), il piano illustrato dalla presidente Ursula von der Leyen è veramente vantaggioso specialmente per il nostro Paese, ‘inguaiato’ come pochi, e con un debito pubblico ‘attualmente’ al 160%. Tuttavia, ‘preoccupa’ – per non dire ‘irrita’ – la presa di posizione dei cosiddetti paesi ‘Frugali’ (Olanda, Danimarca, Svezia ed Austria), totalmente assorbiti dal ‘loro’ non-paper, e dunque pronti a farci perdere del tempo preziosissimo.

Conte: “La Ue ha dato una riposta forte ed unitaria”

Dicevamo, un piano che – sebbene differente – segue molto la linea indicata dall’Italia, e dunque Conte lo ha commentato con grande soddisfazione: “Ci abbiamo creduto quando in pochi ci avrebbero scommesso – ha subito tenuto a rimarcare – In molti, anche sul piano interno, mi invitavano ad essere cauto e a non espormi dicendo che avrei sicuramente rimediato una cocente sconfitta politica. Ma sono stato sempre consapevole che una reazione europea forte e unitaria era assolutamente necessaria non solo per l’Italia ma anche per il futuro stesso dell’Europa”.

Insomma, tale è stato l’entusiasmo, che stamane il premier ha chiamato telefonicamente la Leyn, per ‘confrontarsi’ su questo Recovery Fund, ed il Quadro Finanziario Pluriennale Al quale si associa.

Fico: “Potremmo non ricorrere a Mes”

Ieri scherzandoci su parlavamo di tappi di bottiglia che, rimbalzando sulle  pareti decorate di Palazzo Chigi, volavano da tutte le parti. Ed infatti stavolta, persino il solitamente ‘taciturno’ presidente della Camera, Roberto Fico, ha tenuto a commentare: ”Finalmente la Commissione Ue ha fatto una proposta in linea con quello che aveva chiesto l’Italia – ha esordito il pentastellato –  Questa è un’ottima notizia. Dobbiamo fare presto: i Paesi al più presto devono approvare il Recovery Fund e far sì che tutti ne possano beneficiare. E’ questo che dobbiamo fare ed è quello che si sta facendo”.

Ma, soprattutto, ha aggiunto Fico,  Le misure sono sufficienti e quindi potremmo non ricorrere al Mes. E in ogni caso, quando si parla di Mes, si deve parlare di un Mes senza condizioni e senza i problemi che pone il Mes vecchio”.

Se il piano va, servono poi i ‘tecnici’ per gestire i fondi

Insomma, a ragione, l’umore è quello dei giorni migliori. Tutti ci auguriamo che i ’27’ trovino al più presto la quadra, assicurando così – in tempi brevi – soprattutto al nostro Paese, il sostegno migliore per poter ripartire nel migliore dei mondi.

Certo, inevitabilmente, il problema diverrà ‘politico’ o meglio, ‘tecnico’ in quanto, l’attuale esecutivo (basta vedere il recente Dl rilancio), ha palesemente dato prova della sua approssimazione rispetto alla gestione economica del Paese. Ripetiamo ‘se’ le cose andranno come tutti auspichiamo avremo finalmente nelle nostre mani il destino del Paese che, se ben giocato, ci porterà nuovamente in vetta fra i paesi industrializzati; diversamente, sarebbe la fine totale.

La speranza è che si giunga ad un serio ‘rimpasto’, o a un governo di unità nazionale, con persone giuste e capaci (da Draghi a Calenda, tanto per citarne qualcuno), così da poter garantire il migliore impiego dei fondi in arrivo.

Stavolta non sono infatti ammessi papocchi, ritardi ed approssimazione…

Max