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Reddito di cittadinanza: le novità, cosa cambia nel 2020

Reddito di cittadinanza, si cambia. Il 2020 vedrà delle novità importanti per la misura a sostegno del reddito voluta dal Movimento 5 Stelle, dopo che dalle altre parti politiche erano state espresse diverse criticità insite nel provvedimento. Polemiche che sono comunque suffragate dai risultati non del tutto confortanti, come ha reso noto anche l’Istat.

Reddito di cittadinanza 2020: a chi spetta, cosa cambia, requisiti, importo, pagamento gennaio

In base ai dati dell’Istituto di statistica, infatti, ci sarebbero in Italia 2,3 milioni di beneficiari del Reddito di Cittadinanza, dei quali solo 791mila occupabili. Di questi ultimi una parte davvero esigua, 28mila persone, avrebbero nel frattempo ottenuto un lavoro: si parla di appena il 3,6% del numero complessivo.

La prima novità, già in vigore dall’8 gennaio 2020 dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, riguarda un nuovo obbligo destinato ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Si tratta dei Puc, ovveri i progetti socialmente utili, ai quali essi devono partecipare nei Comuni dove risiedono. In caso di rifiuto ad impegnarsi in tali progetti a beneficio della collettività, infatti, è prevista la revoca del Reddito di Cittadinanza.

È bene chiarire che le attività di cui si parla non prevedono una retribuzione, ma allo stesso tempo non possono sostituire le mansioni svolte dai dipendenti comunali. Si tratta di impegni di carattere culturale, sociale o artistico per la maggior parte, per una disponibilità richiesta di almeno 8 ore alla settimana, che si possono svolgere in un giorno solo oppure distribuite diversamente. Anche se non retribuito, si tratta di un lavoro vero e proprio con registrazione delle presenze e delle ore di servizio prestate presso il Comune.

Questa novità riguarda chi percepisce il Reddito di Cittadinanza a parte alcune categorie, come chi detiene un reddito per lavoro dipendente superiore agli 8.145 euro, o un reddito da lavoro autonomo maggiore di 4800 euro. Inoltre, sono esentati anche gli studenti, le persone maggiori di 65 anni, le persone con disabilità e i membri di un nucleo familiare che si occupano della cura di minori o soggetti disabili.