RENZI FA IL PUNTO SUL CASO REGENI E SUL TERRORISMO

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    Tanti i temi toccati dal premier Renzi tramite la sua eNews: tra tutti il caso Regeni e il ‘fenomeno’ del terrorismo. “Il mio buona Pasqua è innanzitutto per quelli che in questo ultimo anno sono stati colpiti da un lutto – scrive il premier – tra i tanti, un pensiero speciale allafamiglia di Giulio Regeni,il giovane italiano uccisoin circostanze ancora tutte da chiarire al Cairo quasi due mesi fa. Un pensiero accompagnato da un impegno:l’Italia non si accontenterà di nessuna verità di comodo– spiega Renzi-. Consideriamo un passo in avanti importante il fatto che le autorità egiziane abbiano accettato di collaborare e che i magistrati locali siano in coordinamento con i nostri, guidati da una figura autorevolissima come il procuratore di Roma Pignatone e accompagnati da investigatori di prim’ordine. Ma proprio per questo – sottolinea il premier – potremo fermarci solo davanti alla verità. Non ci servirà a restituire Giulio alla sua vita. Ma lo dobbiamo a quella famiglia. E, se mi permettete, lo dobbiamo a tutti noi e alla nostra dignità”. Renzi, poi, si è soffermato sulla situazione terrorismo: “Non credo che la parola guerra sia la parola giusta. E lo dico sapendo di andare contro il pensiero dominante. Non è un problema semantico o lessicale: utilizzare la parola guerra può servire per mettere al caldo le nostre insicurezze. Ma paradossalmente finisce per fare il gioco dei nostri nemici. Sono loro che vogliono parlare di guerra. Sono loro chehanno bisogno della nostra paura – continua Renzi – ci vogliono morti, ma se rimaniamo vivi ci vogliono paralizzati dal terrore. Noi dobbiamo reagire. Distruggendoli, certo (Anche per via militare, dove necessario e possibile). Ma la guerra è fatta da stati sovrani, il terrorismo da cellule pericolose o spietate che non meritano di essere considerate stati sovrani. Loro vogliono farsi chiamare Isis, Stato Islamico. Noi li chiamiamo Daesh. L’emergenza durerà mesi, forse anni – specifica il premier – ma l’Italia dei nostri nonni ha attraversato la notte del fascismo, l’Italia dei nostri genitori ha superato il brigatismo e il terrorismo interno, l’Italia di quando eravamo studenti liceali è stata più forte delle bombe della mafia. Supereremo anche questa – prosegue – dopo vicende come queste compito di chi guida un Paese è cercare di tenere tutti uniti, indipendentemente dalle singole idee politiche”, conclude infine Renzi.

    D.T.