Riaperture, Bassetti: “Spero tifosi per ultime 2 match Serie A”

Covid e riaperture dal 26 aprile, cosa accadrà per le ultime giornate di campionato? “Spero che insieme alla riaperture annunciate dal 26 aprile, si possa tornare anche allo stadio almeno per le ultime due partite della Serie A” afferma all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria, commentando le misure del decreto riaperture su cui sta lavorando il Governo. “Possiamo far ripartire anche questo sport con il pubblico, visto che già si è annunciato che per gli Europei ci saranno i tifosi sugli spalti”.
 

E ancora, “tra le misure previste dal Governo dal 26 aprile mi piace molto l’introduzione di questo certificato per muoversi tra le Regioni, molto simile al ‘green pass’ che spero sia uniformato ai 27 Paesi Ue e che si potrà stampare o avere sul cellulare. E’ un messaggio importante che le persone possano muoversi in sicurezza e in questo modo ci uniformiamo a quello che sta avvenendo in altri Paesi. L’Italia tornerà a muoversi e ospitare anche turisti che arrivano dall’estero” afferma Bassetti, che “promuove” le misure del decreto riaperture su cui sta lavorando il Governo. 

Sulle modifiche al coprifuoco, dibattito che si è accesso negli ultimi giorni tra chi vuole rimanga alle 22 e chi invece vorrebbe un allungamento alle 23, Bassetti si schiera con i primi. “Dobbiamo dirlo una volta per tutti che gli italiani stanno rispettando da sei mesi un coprifuoco notturno alle 22 che non c’è in molti Paesi – avverte -. Concordo con il fatto che vada mantenuto ma non mi si dica più che gli italiani non hanno fatto un lockdown, perché non circolare la notte vuole dire proprio questo. Senza parlare delle attività di ristorazione ferme”. 

“Anche sulla scuola sono abbastanza d’accordo sul fatto di essere cauti sull’arrivare subito al 100% delle presenze in aula partendo da zero – aggiunge Bassetti -. Il ritorno in presenza è comunque un rischio ed è meglio arrivare al 75% di presenze in classe”. Altro punto che “piace” all’infettivologo è quello sullo sport: “E’ fondamentale tornare a farlo. Si è fermata per mesi ogni tipo di attività, ora poter tornare nelle palestre e nelle piscine in sicurezza è una boccata d’ossigeno per il settore e per il benessere psico-fisico degli italiani”.