PRIMO PIANO

Rifiuti, la famiglia italiana li paga mediamente 300 euro l’anno

Un ‘servizio’ che paghiamo salato e che ci da rare soddisfazioni. Poco meno della metà delle amministrazioni – o delle aziende – che gestiscono il servizio rifiuti, hanno reso pubblica la cosiddetta ‘carta dei servizi’. Questo per spiegare che nella maggior parte dei casi, pur essendo ‘obbligati’ a pagare con puntualità, non tutti gli utenti sono a conoscenza della raccolta effettuata, la frequenza, quando e come vengono igienizzati i cassonetti, in quali giorni specifici -e a che ora – vengono pulite le strade, o quando vengono svuotati i cestini.
Tuttavia, mediamente (dai 421 euro della Campania, ed i 190 del Trentino), nel 2019 abbiamo sborsato 300 euro per la tassa sui rifiuti. Ovviamente, come dicevamo, si ragiona per media, prendendo in esame la forbice compresa tra i 121 euro che mediamente si paga nella provincia di Potenza, ed i 504 che sono costretti a pagare i catanesi.
A fare ‘le pulci’ alla Tari ci ha pensato l’annuale rilevazione raccolta dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. Forse un po’ ‘generosa’ la famiglia tipo presa in esame, composta da tre persone e collocata in ben 100 mq2 di casa.

Le ‘diseguaglianze’ lungo lo Stivale

Entrando nel merito dei costi distribuiti lungo la Penisola, come vedremo, due famiglie su tre (il 68,2%) lamentano l’eccesso dei costi legati alla raccolta dei rifiuti, in Sicilia si lamenta addirittura l’83,4%, nell’Umbria l’80,2%, in Puglia il 79,1%, ed in Campania il 78,4%. L’indagine ha praticamente ‘scannerizzato’ le tariffe di 112 capoluoghi di provincia, cogliendone variazioni, sia in difetto che per eccesso.
Come spiega infatti il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso, “Molto marcate sono le differenze territoriali non solo in termini di costi del servizio ma anche di qualità e la rilevazione delle eventuali agevolazioni disponibili restituisce una fotografia molto variegata: vivere in una città anziché un’altra può voler dire disporre di un servizio gestione rifiuti costoso, insoddisfacente e con limitate agevolazioni a sostegno del pagamento della tariffa”.

Rifiuti, al Nord costano poco, al Sud ‘un botto’

Entrando nel merito, ecco che al Nord i rifiutano costano meno (258 euro mediamente), al Centro 299 euro, ed al Sud sono invece ‘un lusso’ con una media di 351 euro. Il Lazio non scherza con 325 euro a famiglia, contro i 300 nazionali, e Roma, mai come in questi ultimi tempi ostaggio dell’immondizia, la Tari ammonta addirittura 378 euro. Seguono Viterbo (269 euro), Latina (325 euro), Rieti (319 euro), e Frosinone. Per quanto riguarda la raccolta differenziata i dati fanno riferimento al 2017 e si va dal 15,2% di Frosinone ai 52,5% di Viterbo. Roma invece al 43,2%.
“In tema di smaltimento dei rifiuti – aggiunge ancora il segretario di Cittadinanzattiva – continuano a registrarsi in molte aree del Paese ritardi ed inefficienze e la transizione verso un’economia circolare, prevista dalla strategia 2020, sembra essere ancora lontana. Continuiamo a registrare una modalità di calcolo dei costi che non tiene conto dei rifiuti realmente prodotti e quindi non incentiva il cittadino a cambiare i propri comportamenti perdendo così un’occasione per costruire percorsi innovativi basati sul coinvolgimento di cittadini, aziende ed istituzioni in un circuito virtuoso”.
Ad ogni modo, per chi vuol ‘confrontarsi’ (tariffe, agevolazioni, qualità e tutela), è possibile farlo attraverso la piattaforma interattiva: Informap al link www.cittadinanzattiva.it/informap.
Max