Rischio emorragia Pd, non solo Minniti

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    L’intervento di Renzi alla trasmissione radiofonica Zapping, è stata vista come una dichiarazione d’addio dal Pd, sebbene tra i membri più legati all’ex premier c’è chi sostiene che le cose non stanno così: “Una lista per le europee con i comitati di Scalfarotto? Auguri. Un conto è quello che fa Gozi ma attribuirlo a Renzi. E poi lasciare il Senato per l’Europa e per fare cosa? Lui nel Pd sarebbe sempre un interlocutore con cui fare i conti”. Pensieri che, per la corrente Pd renziana che deve vedersela con un congresso in cui Nicola Zingaretti, sostiene, “si sente già il segretario in pectore. Lui e Martina parlano di unità ma hanno brindato al ritiro di Minniti e non vedono l’ora che Renzi se ne vada. I prossimi che vengono buttati fuori saremo noi, se Zingaretti diventa segretario…”.Era trapelata ultimamente l’ipotesi di un stop del congresso per virare su un papabile unico come Paolo Gentiloni. Una suggestione che è rimane per adesso tale. Per Zingaretti e Martina, ovviamente, il fatto non sussiste. Il congresso va avanti. E quindi l’idea non viene neanche valutata. Non solo Renzi. Anche Carlo Calenda potrebbe lasciare il Pd: anche lui ha perduto il ’suo’ preferito visto che aveva appoggiato Minniti. Voci di corridoio parlano di un cantiere già aperto per una lista anti-sovranista alle Europee. Diversa da un’ipotetica lista Renzi. L’ex premier si starebbe dando perciò una mossa, proprio per non farsi sorpassare dalla lista Calenda. L’ex ministro dello Sviluppo Economico ha confermato le voci e sulla possibile lista Renzi tira una frecciatina via Twitter: “Non sarebbe un nuovo partito liberal-democratico. Si tratterebbe del partito di Renzi. Nel bene e nel male è l’unica dimensione in cui riesce a operare. Non fa per me”. E Zingaretti sostiene: “Se Calenda può lasciare il Pd? Ma io non credo e spero di no. Penso che Carlo Calenda possa essere uno dei principali protagonisti della stagione che noi dobbiamo aprire in Italia. Uno dei principali protagonisti della battaglia che dovremo affrontare alle elezioni europee, di un nuovo gruppo dirigente, di un nuovo Pd che guarda alla pancia della società per cambiare e per renderla protagonista”.