ROMA, CONTROLLI ANTIBORSEGGIO: 10 ARRESTI E UNA DENUNCIA

E’ di 10 arresti il bilancio delle operazioni portate a termine nelle ultime ore dagli uomini della Questura contro gli autori di reati contro il patrimonio e non solo. I primi a finire in manette sono stati due veterani del furto, arrestati grazie all’intuito di un agente libero dal servizio. Ieri mattina, intorno alle ore 10,30, dopo aver citofonato casualmente al campanello del poliziotto per far aprire il portone, i due hanno chiesto informazioni su una persona a lui sconosciuta.

 È stato proprio questo particolare ad insospettirlo  ed a spingerlo ad uscire di casa per andare a verificare di persona chi avesse citofonato. Preso l’ascensore e sceso al piano terra, appena le porte scorrevoli si sono aperte si è trovato di fronte due persone sui 50 anni alle quali, dopo essersi qualificato, ha chiesto i documenti e il motivo della loro presenza nello stabile.  I due, intuendo di essere stati scoperti, hanno tentato un ultimo disperato tentativo di eludere un controllo più accurato, affermando di essere entrati nello stabile  con l’intento di occupare un appartamento e di aver a tal fine anche forzato una porta al quarto piano, ma di aver poi deciso di desistere. Questa spiegazione non ha però convinto il poliziotto che, dopo aver atteso l’arrivo dei colleghi del Commissariato Spinaceto,  insieme a loro è salito al piano indicato  dove hanno trovato una porta aperta.  Entrati all’interno, i poliziotti si sono subito resi conto che l’appartamento era stato messo a soqquadro alla ricerca di cose da rubare.  I due, entrambi romani, di 55 e 52 anni, sono stati trovati in possesso di uno zainetto all’interno del quale avevano tutto il kit per aprire le serrature delle abitazioni, costituito da sofisticati arnesi atti allo scasso.   Accompagnati negli uffici del Commissariato di zona,  al termine degli accertamenti per i due sono scattate le manette. Tentato furto l’accusa da cui dovranno difendersi. Oltre a loro, altre 8 persone sono finite in manette, arrestate in diverse zone della Capitale. Tra queste, anche un pregiudicato pugliese risultato appartenere all’associazione mafiosa denominata “Sacra Corona Unita” che, fermato per un controllo dagli agenti di una pattuglia del Commissariato Fidene, da accertamenti è risultato avere a carico un mandato di cattura in quanto contravventore alla misura della sorveglianza speciale ed all’ obbligo di dimora nel comune di nascita. Nella rete dei poliziotti anche due borseggiatrici “professioniste” di 19 e 20 anni, di etnia rom, che nonostante la giovane età vantano già numerosi e specifici precedenti di Polizia. Pizzicate in flagranza, una nella zona della Stazione Termini, l’altra nel centro storico, mentre tentavano di “alleggerire” del portafogli due cittadini stranieri, le due sono state arrestate.  Stessa sorte per un’ altra donna, già sottoposta all’obbligo di firma, sorpresa a rubare alcuni prodotti di bellezza dalla profumeria di un centro commerciale di via Appia Nuova. In serata invece le manette sono scattate ai polsi di tre cittadini romeni. Due di loro sono stati sorpresi dagli agenti del Commissariato San Paolo dopo aver forzato la finestra di un bar in via della Casetta Mattei, bloccati prima che riuscissero a fuggire.  Il terzo, invece,  è stato fermato dai poliziotti di una volante in via Codroipo. L’uomo, 23 anni, pregiudicato, è stato bloccato sul balcone di uno stabile mentre, armato di guanti e cacciavite, tentava di forzare la finestra di un appartamento al secondo piano per “ripulirlo”. È andata bene al proprietario di uno scooter di grossa cilindrata che, ieri pomeriggio, stava per essere derubato del costoso veicolo da un romano di 32 anni. Il ladro, visto armeggiare sul blocchetto di accensione dall’equipaggio di una volante in transito, è stato bloccato proprio mentre era in procinto di mettere in moto il veicolo per fuggire. Arrestato.  Se l’è cavata, invece, con una denuncia per ricettazione un nigeriano di 47 anni, trovato in possesso di sei orologi e di uno smartphone di ultima generazione, che per giustificare il possesso degli oggetti ha dichiarato ai poliziotti di averli appena acquistati da alcuni nomadi al mercatino di “Porta Portese”. Tutta la merce rinvenuta è stata riconsegnata al proprietario.