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Roma criminale, omicidio Luca Sacchi: le ultime novità sul caso

Ultimo aggiornamento 18:52
Omicidio Luca Sacchi

Dopo un mese e mezzo di indagini si infittisce il mistero sulla morte di Luca Sacchi. il personal trainer freddato da un colpo di pistola la notte del 23 ottobre davanti al pub John Cabot in zona Colli Albani. Un omicidio apparentemente semplice, una rete di rapporti tra i personaggi coinvolti che gli inquirenti non riescono ad allacciare. Un puzzle complesso anche a causa della reticenza della fidanzata venticinquenne di Luca Sacchi, Anastasiya Kylemnyk, la cui figura nella vicenda è circondata da molti punti interrogativi. La ragazza, che dal 29 novembre è sottoposta all’obbligo di firma, si è difesa davanti al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia dello scorso 4 dicembre, affermando la sua totale estraneità alla vicenda e l’inconsapevolezza di possedere 70mila euro nello zaino.

Da quella, che doveva essere una rapina finita in tragedia, sono emerse nuove informazioni che pongono Anastasiya sotto i riflettori: da vittima a corriere improvvisato della droga. Le prime ricostruzioni della vicenda infatti sono emerse proprio dal killer di Luca, Valerio Del Grosso, e da Paolo Pirino. Il primo è stato denunciato dalla madre, mentre il secondo è stato trovato dai carabinieri, appena due giorni dopo l’omicidio, nascosto sul tetto di un palazzo a Tor Pignattara. Sono loro a rivelare che l’incontro doveva dar luogo ad una trattativa di vendita di 15 kg di marijuana, al prezzo dei 70mila euro che Anastasiya dice di non aver mai visto.

Del Grosso e Pirino pensavano di poter raggirare facilmente quei ragazzi fuori da giri importanti, ma la resistenza di Luca, intervenuto in difesa della ragazza, ha mandato nel panico Del Grosso che ha premuto il grilletto della sua calibro 38. A complicare la situazione è emersa la figura di Giovanni Princi, amico del liceo di Luca, che da qualche tempo aveva ricominciato a rifrequentare grazie alla comune passione per le motociclette. C’era anche lui quella sera davanti al pub, ma Anastasiya non lo menziona: era proprio lui a essere in contatto con i due pusher. Dopo che i carabinieri hanno notificato l’arresto di Princi, Anastasiya ha iniziato a glissare, definendolo un vecchio conoscente di Luca con cui non si frequentavano.

Ora scopriamo che Princi e Anastasyia parlavano su un’applicazione, Signal, che invia messaggi criptati. Anastasiya aveva detto agli inquirenti di essere andata a piedi al pub, ma le telecamere hanno registrato la sua macchina, una Citroen C1, parcheggiata proprio lì. Forse è stato lo stesso Princi a spostarla, a nascondere lo zaino contenente i soldi. Sono ancora tante le domande senza risposta che avvolgono l’omicidio di Luca, ragazzo incensurato sul quale non è stata trovata traccia di droga. Domande alle quali gli inquirenti lavorano per comprendere il reale svolgimento dei fatti. L’unica cosa certa è che Roma sta vivendo una stagione nera, capitale soprattutto dello spaccio e della droga.

Mario Bonito