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Roma, dopo il furto all’hotel Hassler tenta nuovo colpo a Milano: fermato 53enne peruviano

Individuato l’autore del furto avvenuto il 25 scorso all’hotel Hassler di Roma: è un 53enne di nazionalità peruviana. Mercoledì scorso, un uomo, dopo essersi presentato a 2 turisti brasiliani alloggiati all’Hotel Hassler di Roma, come tecnico addetto alla manutenzione del sistema di condizionamento, è entrato nella stanza riuscendo a rubare gioielli e orologi del valore complessivo di circa 200 mila dollari, contenuti in un astuccio.
Gli investigatori del Commissariato Trevi Campo Marzio, diretto dal primo dirigente della Polizia di Stato Mauro Fabozzi, nello sviluppo delle indagini, grazie alla visione delle immagini riprese dal sistema di video sorveglianza dell’albergo, hanno circostanziato il modus operandi del novello “Arsenio Lupin”, estrapolando diverse fotografie utili per l’individuazione del malvivente. Con la collaborazione del direttore dell’hotel capitolino, sono stati interessati altri alberghi nei quali il ladro avrebbe potuto commettere ulteriori furti.
Sabato 28, a Milano, la Polizia Municipale è intervenuta nel Rosa Grand Starshotel dove il personale della struttura alberghiera aveva individuato un uomo, dalle stesse caratteristiche dell’autore del furto commesso all’Hassler di Roma, che aveva tentato un furto con lo stesso modus operandi.
Il direttore dell’hotel Hassler, avendo fatto “rete” con gli altri hotel della catena alberghiera, avvisato delle coincidenze ha informato immediatamente il Commissariato capitolino competente per le indagini. Nello sviluppo dell’attività investigativa consistita nella comparazione delle immagini, nella ricostruzione dei movimenti dell’indiziato e nelle individuazioni fotografiche fatte dalla vittima e dal personale dell’albergo, gli agenti del Commissariato Trevi Campo Marzio hanno identificato B.C., cittadino di nazionalità peruviana di 53 anni il quale, al momento del fermo è stato trovato in possesso di un passaporto falso.
L’autorità giudiziaria di Milano, valutato il quadro indiziario, caratterizzato dalla gravità e dalla concordanza dei relativi elementi, delineato con precisone dagli agenti del Commissariato di Polizia romano, sta valutando gli elementi a carico di B.C. rispetto al furto commesso all’Hassler prospettati nell’informativa del Commissariato capitolino.
Considerata la “caratura” internazionale dell’indiziato, l’ufficio di Polizia capitolino dopo verifiche ha scoperto che B.C. era destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria austriaca per reati contro il patrimonio.