ROMA, FONTANONESTATE, IL PROGRAMMA DEL MESE DI SETTEMBRE

Tra scienza e poesia, le parole del poeta si addentrano con laicità nella “Natura delle Cose”, all’interno della quale l’Uomo si scopre vittima di passioni che non riesce a comprendere. Un grande interprete del teatro italiano si confronta con una raffinatissima traduzione in terzine dantesche del classico latino della nostra letteratura.

mar 2 settembre

PALCO GRANDE, Ore 21

COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA

di Dario Fo e Franca Rame

regia Carlo Emilio Lerici

con Antonio Salines, Francesca Bianco e con Carlo Emilio Lerici

scene e costumi Giuseppe Lorenzo

musiche originali DJ Atomic Aldho

A grande richiesta tornano Antonio Salines, Francesca Bianco e Carlo Emilio Lerici con un testo straordinario sulla relazione di coppia scritto da Dario Fo e Franca Rame, la cui forza e attualità risultano più che mai evidenti. Nulla sembra essere cambiato rispetto a trent’anni fa. Si finge una parità, una normalità, ma le conquiste delle donne e il rapporto con l’altro, sono sempre al limite.

La commedia, un’ora e dieci di puro divertimento, è una sorta di vaudeville sulla liberalizzazione della vita coniugale, degna del miglior Feydeau, al quale l’ironia surreale di Fo sembra ispirarsi.

mer 3 settembre

PALCO GRANDE, Ore 21

FONTANONE CLASSICA IV EDIZIONE

…DALLA RUSSIA A RIO!

Duo pianistico Capitelli-Calvani, due pianoforti e pianoforte a quattro mani

musiche di Rossini, Mozart, Tchaikovsky, Millhaud

Il Duo Capitelli-Calvani ama definirsi ironicamente “Orchestra in 20 dita” poichè ha orientato la scelta dei propri programmi da concerto verso trascrizioni di brani provenienti da altri repertori come quello sinfonico o operistico.

Di recente costituzione, l’ensemble formato dai due pianisti romani ha debuttato in Francia nel 2011 ricevendo riscontri positivi dal pubblico e dalla critica locale. Nelle due stagioni successive si è esibito in Belgio, Germani, Francia e Italia. Ampio spazio, all’interno dei programmi proposti, trovano le trascrizioni delle pagine più rappresentative del grande repertorio italiano.

Per info: www.andreacalvani.it / www.adolfocapitelli.it

Programma

P. I. Tchaikovsky (1840-1893)

Suite Lo Schiaccianoci

• Ouverture

• Marcia

• Danza della Fata Confetto

• Danza russa – Trepak

• Danza araba

• Danza cinese

• Danza degli zufoli

• Valzer dei fiori

W. A. Mozart (1756-1791)

Sonata per due pianoforti K 448

• Allegro con spirito

• Andante

• Allegro di molto

D. Milhaud (1892-1974)

Scaramouche

• Vif

• Modéré

• Brasileira

PALCO PICCOLO, Ore 22,15

CONDANNATO A MORTE THE PUNK VERSION

di Davide Sacco da Victor Hugo

regia Davide Sacco

con Orazio Cerino

musiche Davide Sacco

scene Luigi Sacco

“Condannato a morte. The punk version”

Regia: Davide Sacco

Interprete: Orazio Cerino

Costumi: Clelia Bove

Musiche eseguite dal vivo da Martina Angelucci

Condannato a morte. The punk version è un’esperienza di vita, più che uno spettacolo in senso stretto. Tratto da L’ultimo giorno di un condannato a morte, pubblicato da Victor Hugo nel 1829, l’adattamento di Davide Sacco, anche regista, si assume l’arduo compito di rappresentare un tema ancora attuale in molti paesi del mondo, la pena capitale. In una sorta di arena/aula di tribunale, l’attore Orazio Cerino, che da solo interpreta più ruoli, è in gabbia e scalpita per esprimere le sue ragioni contro quella di Stato e il senso comune di ‘giustizia’. Il pubblico è parte integrante della messinscena, sia per la disposizione dello spazio scenico , che circonda e delimita l’area della rappresentazione, sia perché è proprio ad esso che l’attore si rivolge per descrivere i propri stati d’animo e con esso interagisce più volte, nel corso dello spettacolo. A sottolineare ancora di più tale integrazione, il ruolo affidato agli spettatori che si trasformano nel principale antagonista dell’attore quando costretti a recitare durante la rappresentazione e nel finale ad indossare quegli stessi cappucci di boia che per un intero spettacolo anno considerato come il male. L’attualità di Hugo è rispettata e sottolineata dall’utilizzo di un linguaggio proveniente direttamente dal testo originale, reso ancora più moderno e alternativo dai costumi e dalle scelte registiche, molto attente alla dinamicità della scena e ad emozionare, mantenendo costantemente viva l’attenzione dello spettatore. E, d’altronde, si narra di un processo, dell’ultima notte di un condannato a morte, dei pensieri che lo attanagliano, del diniego di una vita a cui si sta per dare termine e di una domanda – perché? – a cui non c’è risposta possibile da dare. Condannato a morte. The Punk Version rappresenta il sentimento di angoscia che dalla parola scritta si fa spettacolo, l’ansia dell’ineluttabile, l’urlo disperato di una bestia in gabbia che sa di dover andare al macello. È il racconto di un animale proprio perché, senza scelta, l’uomo perde la sua stessa umanità. Così come latita in chi per primo si sporca le mani del suo sangue: i giudici, i mandanti ma, più di tutti, coloro che non fanno e non hanno fatto niente per impedirlo. Perché i veri colpevoli, alla fine di tutto, sono proprio gli indifferenti, tutti coloro che si nascondono dietro al cappuccio del ‘non ci riguarda’ e fanno sì che, ancora oggi, brutture del genere sporchino il mondo in cui viviamo. E queste persone, spesso, siamo proprio noi che ci giriamo dall’altra parte, senza il coraggio di ribellarci, mai.

Lo spettacolo è andato in scena, il 2 maggio scorso, in anteprima sotto forma di studio al Festival di Torre del Greco (NA) Le stanze dell’Arte.

Come già avvenuto durante il Festival, allo spettacolo seguirà un dibattito sulla pena di morte che sarà condotto da alcuni esponenti di Amnesty International.

gio 4 settembre

PALCO GRANDE, Ore 21

ARIA

TRA TERRA E CIELO

di Mimma Scigliano

con Gianni De Feo

al pianoforte Giovanni Monti

scene e costumi Roberto Rinaldi

Un viaggiatore proveniente da uno spazio e da un tempo indefiniti ripercorre le tappe del suo esistere. Il suo vagare è ciclico, fatto di partenze e di ritorni. Come dal suono di un carillon riaffiorano le memorie, riemergono i sapori dell’infanzia. I ricordi delle filastrocche raccontate dalla nonna davanti al fuoco del caminetto fanno rivivere “sensuale” Ilmatar, figlia del Vento, giovane fanciulla eterea che, attratta dal dirompente turbinio delle acque, si unisce al mare in un vorticoso amplesso generatore dal quale Terra ha la sua origine.

In quest’atmosfera mitologica, favolistica e carnale al tempo stesso, il viaggiatore rivive il suo percorso di uomo partorito dalle viscere di Terra. Il ritmo dello spettacolo è scandito da alcune canzoni tra quelle più note dei cantautori italiani e francesi dipanandosi come fil rouge attraverso gli elementi della trama.

PALCO PICCOLO, Ore 22,15

AMOROSI ASSASSINI

FACCIAMO FINTA DI NIENTE, DAI…

di e con Valeria Perdonò

al pianoforte Emiliano Paterlini

Amorosi Assassini è il titolo di un saggio edito da Laterza nel 2006: 13 giornaliste e scrittrici raccontano casi di violenza su donne avvenuti in quell’anno, Mariti, compagni o ex amanti che uccidono, e famiglie che spesso sotterrano e nascondono. Una storia in particolare, quella di Francesca Baliani, l’unica con un lieto fine, se così si può dire: Francesca è stata quasi uccisa dal suo ex marito ma si è salvata per miracolo, ed è riuscita a ricominciare una nuova vita.

Il filo conduttore di una riflessione, per dare un segnale positivo e di speranza. Alla violenza di questa storia, si accompagna tutta l’ironia e la leggerezza che contraddistinguono Valeria Perdonò come donna e come attrice.

ven 5 settembre

PALCO GRANDE, Ore 21

COVER. STAIRWAY TO HEAVEN

di e con Caterina Genta e Marco Schiavoni

con l’amichevole partecipazioni di

Fabio Nardelli (rockband Uniplux in video)

Davide Alivernini (arrangiamento e clarinetto)

e la partecipazione speciale di

Shel Shapiro (in video)

e Alessandro Gassmann (voice over)

costumi Monica Guadagnini

Uno spettacolo multimediale giocato sull’anima, o meglio su quel repertorio musicale che attraverso la purezza dei testi, l’emotività delle melodie, la costruzione di sonorità coinvolgenti ed eterne alla memoria, risveglia desideri di bellezza e poesia, accende coraggio e speranza, infonde entusiasmo e gioia di vivere. Un vero e proprio esperimento subliminale in cui musica dal vivo, interpretazione vocale-danzata e videografie – che “fuoriescono” dallo schermo quali veri e propri personaggi drammaturgici – ben si amalgamano al repertorio musicale prescelto.

Dedicato a chi ha il coraggio di credere in un mondo migliore

Non esistono terre pure o terre impure di per sè. La differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente.

Nichiren Daishonin (monaco buddista giapponese del XIII secolo)

PALCO PICCOLO, Ore 22,15

FAMOSA

di e con Alessandra Mortelliti

regia Rocco Mortelliti

musiche Paola Ghigo

Finalista concorso letterario PER VOCE SOLA 2010

Edito da Nerosubianco edizioni

Con il patrocinio di MIT – Movimento Identità Transessuale

Rocco Fiorella è un ragazzino di quindici anni cresciuto nella provincia ciociara più sperduta. Nato nella convinzione di essere una ragazza mancata a causa di un “errore genitale”, ha un unico grande sogno: diventare famosa.

Le sue giornate trascorrono faticosamente tra gli insulti dei paesani, le botte del padre che non accetta un figlio “invertito” e “ritardato”, le crisi isteriche di una madre posseduta dal demonio, l’ostilità di insegnanti e compagni di scuola, il lavoro al supermercato. Il suo principale rifugio, la televisione e quei programmi che ti danno la possibilità di “diventare qualcuno”. Proprio quando non sembrano più esserci speranze di fuggire dal paese “merdoso”, ecco l’annuncio in televisione: a Cinecittà, aperte le selezioni di cantanti, attori e ballerini. Questa l’occasione che Rocco stava aspettando da anni. Ma sarà costretto a scontarsi con una realtà ancora più ostile e spietata in cui il suo essere “diverso” scatenerà, suo malgrado, un’ escalation di violenza.

sab 6 settembre

PALCO GRANDE, Ore 21

DEVE TRATTARSI DI AUTENTICO AMORE PER LA VITA

da Diario 1941-1943

di Etty Hillesum

con Laura Marinoni

musiche dal vivo Gian Mario Conti

drammaturgia Giulia Calligaro

Negli anni ’40, mentre l’Europa sprofondava in una delle sue stagioni più nere e il nazismo sfondava gli argini della disumanità, in Olanda, una giovane studiosa ebrea faceva il percorso inverso. E scalava a poco a poco le tappe dell’illuminazione.

Il reading propone, attraverso pagine scelte del diario, di ripercorrere l’evoluzione che in questa sua crescita interiore ebbe il concetto di Amore: l’amore terreno in principio, che affronta con grande passione sensoriale per tutte le manifestazioni vitali e uno strenuo tentativo di liberarsi da ogni tentazione di possesso dell’oggetto d’amore; l’amore per l’Umanità tutta poi, trascendendo l’amore per il singolo verso una dimensione più cosmica, e infine l’amore divino, pur restando di una commovente tenerezza umana, quando affronta ogni capitolo della sua storia e della Storia completamente affidata alle braccia di un Dio immenso ma intimo che ha dissotterrato dentro di sé.

Etty Hillesum muore a Auschwitz nel 1943.

dom 7 settembre

PALCO GRANDE, Ore 21

MEGLIO SOLIS CHE MALE ACCOMPAGNATI

Solis String Quartet + Lello Arena

Il concerto del celebre e raffinato quartetto d’archi formato da Vincenzo Di Donna (Violino), Gerardo Morrone (Viola), Luigi De Maio (Violino) Antonio Di Francia (Cello) sarà condito in anteprima dalle incursioni comiche del poliedrico attore napoletano…

Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città, FontanonEstate è realizzato con il sostegno di Roma Capitale, in collaborazione con Acea e Siae ed è inserito nel cartellone dell’Estate Romana 2014.