Roma, l’autista del pullman che ha investito il vice prefetto: ‘’Non so come sia potuto accadere’’

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    Ha 58 anni ed è un ex carabiniere l’autista del bus turistico che sabato mattina ha investito e ucciso il vice prefetto Giorgio De Francesco, 54 anni, mentre attraversava sotto l’ombrello, a braccetto con sua moglie, miracolosamente illesa, via Cavour a Roma. E non riesce a capire come sia stata possibile questa terribile tragedia.

    Ora si ritrova indagato per omicidio stradale. Un atto dovuto. Dopo aver trascorso la notte insonne, ieri per distrarsi e cercare di pensare a qualcos’altro, è uscito per un giro nel suo paese, nel Viterbese Inferiore, lungo la Cassia, insieme a suo fratello. “Appena sarò rassicurato, parlerò con il mio avvocato, mi dirà se parlo e cosa dire – spiega -” Vedi, non voglio proprio parlare. Ci sono indagini in corso. Ci saranno quelli che decideranno le mie responsabilità, le mie colpe, se ce l’ho “. Che il mezzo guidato da E.B., un autobus della ditta romana Fancy in via della Maglianella, fosse lento, forse a venti km all’ora, lo conferma anche uno dei video già visti ieri dagli agenti dell’ex Gruppo Trevi della polizia locale.

    Una telecamera inquadra da dietro la scena: il mezzo lascia i turisti stranieri di fronte all’ingresso dell’hotel Palatino, e ritorna a sinistra verso il centro della strada, le strisce sono a poco più di una decina di metri. Si nota la moglie di De Francesco che guarda l’autobus (“pensavo che si sarebbe fermato, invece ha travolto mio marito”, disse ai primi soccorritori), balza per evitarlo e cade a terra, sbattendo una gamba (ma si rifiuterà di andare in ospedale). L’autobus sembra sterzare sempre più a sinistra, aggancia l’uomo, ferma venti metri più avanti invadendo la corsia opposta, verso Corrado Ricci e i Fori Imperiali. L’attenzione degli investigatori municipali si concentra su questi fotogrammi, che ora acquisiranno anche le immagini scattate da alcune fotocamere frontali. L’autobus è stato posto sotto sequestro. Le perizie dovranno verificare se i freni e lo sterzo hanno funzionato. Nella lente anche le gomme, sarà necessario verificare lo stato e la capacità di presa. L’autista, non appena è stato recuperato, avrebbe riferito di aver provato a rallentare: “Ho frenato, ho provato a guidare, non so spiegare come non abbia potuto evitare quell’uomo”, ha detto.

    Gli agenti attendono anche il rapporto dei medici dell’ospedale San Giovanni dove l’autista è stato sottoposto all’analisi. Non escludono che possa aver avuto una malattia, tanto insidiosa quanto silenziosa. Un momento di blackout inconscio dovuto a un improvviso cambiamento di pressione o a un problema cardiaco. Un’eventualità che può essere accertata solo dai medici leggendo i valori trovati nelle analisi.
    Nel frattempo, oggi, sarà affidato il compito dell’autopsia del vice-prefetto. Lui e sua moglie avevano portato i bambini a scuola al Rione Monti, dove vivono. De Francesco ha ricoperto il ruolo di Presidente della Prima Sezione della Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Roma.