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Roma, “Per un anno la scuola pubblica non ha funzionato”. Usb, Unicobas e CUB manifestano nella giornata dello sciopero della scuola

Usb, Unicobas e CUB proclamano sciopero nazionale della scuola nella giornata del 6 marzo per chiedere di investire nella scuola pubblica statale.

No a un modello di istruzione fatto di test Invalsi e no a un Recovery Fund e al PNRR che non si preoccupano dei veri problemi.

Questo è il grido dell’Unione Sindacale di Base che, insieme a Unicobas e CUB, ha proclamato sciopero nazionale della scuola per la giornata di oggi 6 marzo.

Si sta scioperando per delle richieste chiare: “Nella giornata della somministrazione della prova Invalsi nella scuola primaria, si sta scioperando perché per un anno la scuola pubblica statale non ha funzionato in questo paese, travolta dalla pandemia e dall’assenza di investimenti in edilizia scolastica, in organico e in tutto ciò che avrebbe garantito di poter affrontare un momento così difficile come la pandemia.”  Così spiega Luigi Del Prete, rappresentante Usb.

Investire nella scuola pubblica statale, nell’edilizia, nell’organico, nell’assunzione dei precari sono le priorità per ripartire degnamente. Si chiede inoltre la riapertura della scuola in sicurezza a settembre, ma viene dato loro digitalizzazione e test invalsi. Chiare richieste che oggi sono state fatte da varie piazze d’Italia, da Milano a Catania. Questo rappresenta un tentativo di far arrivare la loro voce alle istituzioni.