Roma, smantellato il centro di accoglienza Baobab

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    Si era parlato alcune settimane fa di sgombero e ieri è arrivato: il centro di accoglienza Baobab a Roma è stato quasi raso al suolo e centinaia di migranti hanno dovuto lasciare l’area. Polizia e blindati si sono recati nella mattinata di ieri presso il piazzale Maslax, vicino alla stazione Tiburtina, per effettuare quello che promette essere uno degli sgomberi più discusso degli ultimi tempi.
    I migranti sono stati portati con due bus presso l’ufficio immigrazione, mentre ruspe in azione hanno iniziato ad abbattere le prime baracche: un piccolo bobkat alle 10.40 ha abbattuto la prima capanna a destra del cancello di accesso all’insediamento. Secondo una prima stima, sarebbero circa 150 le persone trovate dalla polizia all’interno del presidio. Circa 120 quelli che sono stati portati in via Patini presso gli ufficio immigrazione della questura di Roma. Gli altri 30 sarebbero invece richiedenti asilo o persone con regolari documenti di riconoscimento che sono state allontanate. Tra loro c’è anche una famiglia italiana.
    “Ordine e sicurezza. Vogliamo riportare la legalità a Roma quartiere per quartiere. Faremo altri sgomberi, usando criteri oggettivi: quattro per edifici pericolanti e 23 perché hanno iniziative giudiziarie in corso. Non ci fermeremo: intendiamo passare dalle parole ai fatti – ha commentato nel pomeriggio il ministro dell’Interno Matteo Salvini – Vogliamo riportare la legalità nei quartieri, il nostro è buon senso non accanimento. Ci sono più di 90 stabili occupati – alcuni da 20 anni – 4 pericolanti e 23 sottoposti a iniziative giudiziarie. Gli italiani pagano per il mancato sgombero di alcuni di questi palazzi”. E sullo stabile di via Napoleone III occupato da 15 anni da CasaPound ha detto: “Il calendario lo fanno le emergenze, prima vengono gli stabili di cui ho parlato, poi toccherà anche a loro. Entro la fine dell’anno a Roma si faranno sgomberi attesi da anni – ha aggiunto – abbiamo un calendario gettato dalle urgenze: nelle prossime settimane verranno sgomberati 4 edifici pericolanti. A questi se ne aggiungono 23, oggetto di provvedimenti giudiziari su cui paghiamo anche la penale per il mancato sgombero. Poi tutte le altre situazioni, compresa CasaPound”, ha concluso.

    “Il presidio è circondato da blindati, hanno chiuso i cancelli e non consentono a nessuno di entrare o uscire dall’area. Raggiungeteci”, l’avviso è stato dato su Facebook e su Twitter intorno alle 7 dagli attivisti all’interno dell’area. La polizia ha poi svegliato gli immigrati che dormivano sotto le tende che erano state messe su nelle ultime settimane dopo che il maltempo aveva gravemente danneggiato il centro e, raccolte le loro cose, li ha fatti uscire in strada ad uno ad uno. “Ci sono almeno un centinaio di persone delle quali il Comune non si è ancora fatto carico”, hanno avvertito gli attivisti del Baobab che da giorni hanno aperto le porte del centro anche a decine di immigrati regolari, titolari di protezione umanitaria, che per effetto del decreto sicurezza, sono stati messi per strada dagli Sprar in cui erano ospiti per decisione delle prefetture e sono rimasti senza un tetto. Gli Sprar infatti d’ora in avanti possono ospitare solo rifugiati. “Dopo lo sgombero di stamattina un centinaio di persone rimarrà per strada. Ci auguriamo che il Comune si attivi per ricollocarli” dice Andrea Costa, coordinatore di Baobab Experience. “E’ il 22esimo sgombero di questo campo, ma temo che questa volta sia la chiusura definitiva” aggiunge Costa che ieri durante la trasmissione Quarta Repubblica si era autodenunciato per l’occupazione.

    “E’ vero, noi abbiamo occupato un marciapiede, un parcheggio per dare un ricovero a tanta gente disperata” aveva detto ai microfoni di Retequattro. “Le questioni sociali, a Roma, si risolvono così: polizia e ruspa. Il Campidoglio a 5 stelle non è diverso né dai precedenti, né dalla Lega. Una vergogna infinita per questa città” così Baobab Experience in un tweet. “Mi sono recata più volte presso l’insediamento, l’ultima il 2 novembre, per osservare in prima persona la situazione sul luogo, le condizioni in cui vivono le persone e il lavoro degli operatori che assicurano un supporto ai presenti e formulano proposte di accoglienza”, spiega l’assessora alla persona, scuola e comunità solidale Laura Baldassarre. E ancora l’esponente della giunta Raggi: “La scorsa settimana abbiamo intensificato la presenza degli operatori sociali e abbiamo incontrato le associazioni presso il dipartimento politiche sociali, con l’obiettivo di organizzare nel dettaglio l’accoglienza Rinnovo l’appello ad accettare le proposte che gli operatori stanno continuando a formulare anche nella giornata di oggi”. E il Campidoglio fa sapere di aver accolto nell’ultima settimana 75 persone presenti nell’insediamento dietro la stazione Tiburtina. Sul posto la consigliera del II municipio Giovanna Maria Seddaiu e il consigliere comunale di Sinistra per Roma, Stefano Fassina. “Ci auguriamo che venga completato il ricollocamento di tutte le persone presenti al presidio – dicono – riteniamo comunque che la fine di questa esperienza sia un danno per tutta la città, non essendosi dimostrata Roma Capitale in grado di accogliere i migranti in maniera degna e strutturale”.
    “È assurdo che una cosa del genere venga fatta con una operazione di polizia – osserva l’assessore alla Cultura del III municipio, Christian Raimo – c’è un desiderio di violenza nei confronti dei più poveri che trova un teatro perfetto nello sgombero di questo luogo. Azioni come questa denotano un evidente desiderio di annichilimento dei più poveri, lasciando parte della nuova cittadinanza senza diritti”.