ROMA: TRASTEVERE, ARRESTATO FALSO TITOLARE DELLA SOCIETA’

L’uomo arrestato ieri dagli uomini della Polizia di Stato, originario della provincia di Sassari, ma residente a Cisterna di Latina, si spacciava a volte per il titolare della società di pubblicità altre volte per suo fratello, poi prendeva contatti con i referenti di diverse compagnie telefoniche per l’acquisto di telefoni cellulari e tablet, addebitando di fatto gli acquisti sul vero conto corrente della società in questione. Inoltre, per evitare che le persone contattate si rivolgessero al vero titolare, diceva che la società si stava trasferendo nella nuova sede di Trastevere di cui lui stesso era al momento referente unico. Nel corso di un appuntamento con il responsabile di una nota compagnia di telefonia mobile, l’uomo ha fatto nascere dei sospetti al suo interlocutore, tanto da indurre quest’ultimo a contattare la società di allestimenti pubblicitari alla “vecchia” sede per avere chiarimenti dal presunto fratello della persona con la quale aveva avuto il colloquio. A quel punto, svelato l’arcano, il vero titolare della società è andato a sporgere denuncia negli uffici del Commissariato Trevi. Gli investigatori del Commissariato, dopo una serie di appostamenti e controlli incrociati sui recapiti telefonici lasciati dal malvivente, hanno individuato l’uomo e gli hanno teso una “trappola”. I poliziotti si sono presentati nella sede di Trastevere, fingendosi fattorini della ditta che effettua le consegne per conto della compagnia telefonica, e qui, avvenuta la consegna e ottenuta la firma sulla ricevuta sotto il falso nome, per P.G.F. sono scattate le manette. Il 58enne è stato arrestato con l’accusa di truffa e sostituzione di persona. È successivamente emerso che lo stesso stava concludendo dei contratti anche con altre note compagnie di telefonia mobile. Nel locale di Trastevere e nella sua abitazione sono state trovate numerose copie del documento di identità, autentico, del truffato, tutta la documentazione bancaria della società pubblicitaria, nonché la visura camerale della stessa. Oltre a tali documenti l’uomo aveva in casa un kit per l’assemblaggio di timbri e 28 travellers cheque, falsificati, per un valore di 14.000 dollari statunitensi.