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    Roma: un’intera classe finisce in quarantena per un contagio ma i genitori ‘non ne sanno nulla’

    Stamane l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, ha reso noto che simultaneamente a Roma (Liceo ‘Manara’ di Monteverde), e a Cerveteri (Istituto ‘Enrico Mattei’), si sono svolti i test antigienici fra gli studenti, ma su base volontaria.

    E’ una delle prime iniziative di questo tipo in Italia e, più tardi, raggiante, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che ha annunciato che si attende soltanto l’ok da parte dell’istituto Lazzaro Spallanzani, e poi sarà avviato in tutte le scuole e licei della regione uno screening di test immediato attraverso il prelievo salivare.

    Insomma la regione si sta prodigando per far si che la scuola non debba ‘fermarsi’ ad ogni sintomo sospetto, proseguendo invece nella massima sicurezza con le lezioni ed i vari programmi di studio. Del resto, come ribadito più volte dal premier Conte, e sottolineato sabato in piazza a Roma dai sindacati: “Se si ferma la scuola si ferma il Paese”.

    Tuttavia la situazione non è certo semplice e, special modo in un territorio urbano vasto come quello della Capitale, riuscire a gestire al meglio ogni realtà scolastica territoriale è abbastanza complicato. Capita così, come vedremo che, purtroppo, vi sono anche situazioni per certi versi ‘abbandonate a se stesse’. E’ il caso dell’Istituto comprensivo ‘Laparelli’, ubicato nel quartiere di Torpignattara, dove  genitori di un’intera classe sono a dir poco ‘paonazzi di rabbia’.

    Torpignattara: un’intera classe finisce in quarantena, e le famiglie ignorate

    Accade infatti, come denuncia il Comitato genitori Deledda (primaria)-Pavoni (secondaria), che un’intera classe del plesso Deledda “è stata messa in quarantena giovedì scorso senza che venissero date alle famiglie informazioni ufficiali più volte richieste a tutela della salute di tutta la comunità scolastica”.

    Comitato: “Gestione pessima, molti sono tentati dal ritirare i figli dalla scuola”

    Un fatto grave e preoccupane, considerando che parliamo di un complesso ‘animato’ da 1400 studenti dunque, un simile precedente rischia di creare- oltre che apprensione nelle famiglie – anche un gran caos in termini di gestione.

    Infatti, come spiega il Comitato, “La mancanza di comunicazione efficace, buon senso e capacità gestionali ha generato panico, rabbia, incertezze ed allarmismo. Asl e referenti covid qui sono fantasmi. Ciò facilmente porterà le famiglie a decidere per l’allontanamento dei figli dalla scuola”.

    “Un’insopportabile mancanza di capacità organizzativa e coordinativa”

    Ciò che più fa arrabbiaregenitori, è che ”L’allontanamento da scuola impedirà ai bambini di vivere il periodo scolastico con serenità e condivisione privandoli di un loro sacrosanto diritto di minori, per colpa di una sempre più insopportabile mancanza di capacità organizzativa e coordinativa. Non è corretto – sottolineano ancora – che determinate informazioni viaggino attraverso


    ”.

    Nello specifico l’Istituto (aveva già avuto precedentemente un altro caso nella primaria), giovedì scorso ha comunicato che una classe del plesso ‘messa in quarantena’, in palestra, a seguito di per un alunno positivo al  coronavirus.

    Il Comitato: “Un’intera classe isolata, e noi all’oscuro di tutto”

    Ebbene, sbottano ancora dal Comitato, “non sappiamo se la palestra è stata ufficialmente eletta ad aula covid.

    Insomma un situazione non facile ma, c’è da dire, in questi giorni purtroppo comune a tante altre…

    Max