Salmo live al Palalottomatica di Roma

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    ll rap di Salmo scuote il PalaLottomatica di Roma, tutto esaurito. E dire che solo quattro anni or per Salmo nella città eterna venivano spalancate le porte di luoghi grandi nemmeno la metà dell’ex Palaeur. È evidente che grazie al successo del suo sound, che in particolar modo nell’ultimo cd Playlist ha assunto inedite sfumature pop, Salmo è maturato insieme a lui, si è arricchito il suo show che lo pone al centro di una maestosa scenografia, un palco multipiano, terrazze che ricalcano i palazzi di una metropoli futuristica, luci in parte livide in parte accecanti che ripercorrono l’arco di una giornata per via dello schermo posto in prospettiva sul fondo, oltre lo skyline degli edifici. Un po’ simile a Doomsday, il film fantascientifico che guarda un po’ viene ripreso nella titolazione della scenografia. “Salmo ha preso ispirazione dal palco dell’ultimo tour di Caparezza: dopo aver visto il suo concerto al Forum di Assago ha cambiato tutti i piani e il concept già avviato” racconta in camerino prima dello starter del concerto il fratello-manager Sebastiano. Il risultato è una delle scenografie più belle tra i live della musica italiana di quest’anno, mandato in giro con l’ausilio di dieci tir: non c’è nessun altro che possa sostenere il conforonto nello scenario rap o trap, forse un unico rimando al palco allestito questa estate a Milano durante la tappa italiana di Eminem. E poi il complesso, due chitarre, tastiere basso e batteria, oltre alla postazione mix del dj, che rende il concerto vero, il sound ricco e coinvolgente nonostante l’acustica non ideale del palazzetto progettato da Nervi.  Prima i dischi di Salmo erano veramente stancanti, ti creavano irritazione e non ti mollavano più. Ma dall’ultimo album Playlist nel cielo plumbeo e nelle note serrate s’è aperta uno spiraglio che permette di scorgere un raggio di sole e di spensieratezza.