SALVINI A PESARO CONTESTATO CON UOVA E POMODORI. RENZI: ’INCIVILE MA ANCHE LUI LI LANCIAVA’


Ancora contestazioni per Matteo Salvini in tour elettorale nelle Marche in vcista delle regionali di sabato e domenica. Contro il leader del Carroccio c’è stato un lancio di uova e pomodori. Non si tratta del primo episodio di manifestazioni contro il leader leghista durate la sua campagna. Tirare le uova è “incivile”, commenta il premier Matteo Renzi ricordando, però, che anche lui “lo faceva contro gli avversari della sinistra 15 anni fa”. Lancio di una decina di uova e pomodori contro il leader della Lega Nord Matteo Salvini, contestato in piazza del Popolo a Pesaro da una quarantina di militanti dei centri sociali, che hanno coperto di grida e insulti il suo comizio – durato circa 8 minuti – gridando slogan contro i ’’fascisti e i razzisti’’. La polizia, in assetto antisommossa, non è dovuta intervenire, e Salvini ha parlato ad una ventina di metri di distanza dai contestatori, sul cassone di un pullmino. Il segretario della Lega è tornato nelle Marche per la terza volta nel giro di un mese, per sostenere il candidato governatore di Fdi-Ln Francesco Acquaroli. E per la terza volta ha incassato contestazioni e insulti da parte di giovani militanti della sinistra e antagonisti. Con indosso la maglia ’Marche’, che mette ad ogni appuntamento elettorale nella regione, Salvini si è anche intrattenuto brevemente con una ventina di simpatizzanti, che lo hanno bersagliato di richieste di ’selfie’. Ha parlato di immigrazione ’’incontrollata’’ e di crisi della piccola e media impresa, aggravata, anche nelle Marche, ’’dalle sanzioni contro la Russia’’. Dopo la tappa pesarese terrà un’iniziativa pubblica in provincia di Macerata, ad Abbadia di Fiastra. Salvini “urla tanto, si lamenta perché gli tirano le uova, giustamente, è incivile tirare le uova come del resto Salvini faceva contro gli avversari della sinistra quindici anni fa. Salvini ha bisogno tutte le mattine di qualcosa che vada male perché così ha qualcosa da raccontare”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in un’intervista a Rtv38.