SANITÀ PRIVATA, CGIL CISL UIL: ALLARME TAGLIO SALARI, OCCUPAZIONE E QUALITÀ

 ” Purtroppo per queste segreterie, rincorrere criticità nell’ambito della Sanità Privata, sia essa accreditata, classificata o di ordine religioso. Dura da sette anni il commissariamento della Sanità Laziale esercitato dal governo centrale sempre orientato al controllo contabile e mai agli effetti delle scelte operate. Ne hanno pagato e ne pagano le conseguenze i cittadini assistiti e il personale addetto ad erogare la sanità nella nostra Regione che è stato fortemente vessato e ridimensionato nei contingenti”. Così in nu comunicato i segretari Ggenerali di Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini. “Per il Pubblico: blocco del turn-over, incremento dei precari e meno personale in servizio nelle Aziende Sanitarie. Per il Privato peggio, utilizzo estremo della Cassa Integrazione quando va bene, applicazione di miserrimi contratti pirata o ricorso a licenziamenti collettivi – proseguono – Non bastasse ancora, a fronte di contratti di lavoro fermi al 2007, per i fortunati, o al 2005 per la maggior parte cresce il ricorso alla mobilità in deroga o, per i fortunati, alla cassa integrazione in deroga. Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl e tutti i lavoratori occupati alle dipendenze della imprenditoria privata accreditata non possono più sopportare tutto ciò. Se sono queste le ricette utilizzate per chi lavora in sanità, un campo dove la serenità e la certezza del posto di lavoro non dovrebbero mai mancare, siamo malmessi, non si va da nessuna parte. Strutture che chiudono o che si avviano verso il fallimento come La Morelli, Valle Fiorita o Villa Tiberia, eccellenze come ad esempio Gruppo IDI San Carlo Villa Paola, o il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, ospedale tra l’altro sede di DEA in Amministrazione Straordinaria. Altre che non hanno reputato utile adeguarsi alle regole fino alla sospensione l’autorizzazione come le Ancelle del Buon Pastore ed altre ancora che rimaneggiano gli stipendi ai Dipendenti come la Columbus. E per finire il dumping contrattuale che gli imprenditori del Lazio, nonostante svolgano funzioni pubbliche e siano finanziati completamente dal bilancio regionale, utilizzano scientemente per mantenere inalterati i loro introiti a scapito dei lavoratori delle loro strutture. Alla Regione Lazio oggi diciamo Basta con questa Giungla. Non è più sufficiente accreditare le strutture senza prendere anche a riferimento per la formulazione delle tariffe il costo del personale, e quindi la qualità del contratto applicato. Non possiamo più tollerare il protrarsi di questa situazione che perdura da molti anni che taglia salari, occupazione e servizi di qualità ai cittadini ed è per questo che chiamiamo la Regione Lazio a far sentire la propria voce e ad esercitare il proprio ruolo di Istituzione Pubblica a tutela dei servizi sanitari e dell’occupazione. O si interviene subito o sarà Mobilitazione Generale”.