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Sanremo, la nave ‘Covid-free’ non convince tutti gli esperti circa la sua sicurezza rispetto ai contagi

MATTIA BASSETTI INFETTIVOLOGO OSPEDALE SAN MARTINO DI GENOVA

Un po’ la rabbia per questa crisi politica (ma giusto per cedere ad un ‘liberatorio’ esercizio di ‘sfogo’ nei confronti delle opposte ideologie), e premessa la mai sopita angoscia per l’emergenza sanitaria, agli italiani in termini di ‘leggerezza’ resta ben poco. Ed è ovviamente anche su questo che punta la prossima edizione del Festival di Sanremo (dal 2 al 6 marzo) che, sapendo di avere a ‘portata di mano’ un bacino non indifferente anche di giovani – ‘accasati’ dal coprifuoco – guarda caso, per l’occasione ha letteralmente ‘inzeppato’ il cast di giovani volti e generi ‘azzardati’. Ora però come insegnano le preziose regole del ‘marketing’ urge promuoverlo. In che modo? Parlandone, creando quanto più interesse mediatico.

Ecco quindi l’idea della nave da crociera ancorata al porto, con una funzione ‘Covid-free’, dove proteggere gli artisti, gli addetti ai lavori, ed il pubblico dell’Ariston (dunque le stesse persone per tute le serate), da altrimenti possibili occasioni di contagio. Una notizia che, fra critiche e perplessità, ha ‘funzionato’, e se ne è parlato. Anche troppo.

Dunque, cos’altro inventarsi per battere il ferro ancora caldo? Ma ovvio: coinvolgere nel bailamme, le figure ora maggiormente in voga su tutti i media: i virologi.

Bassetti: “La nave è un’idea possibile, creando una ‘bolla’ qualche giorno prima”

Così è iniziata la ‘pubblica consultazione’ (visto che ne stiamo scrivendo), soprattutto per continuare a promuovere ad oltranza questo 71imo Festival – c’è tempo per parlarne – artisticamente davvero poco stimolante.

Il primo ad essere stato ‘sondato’, è uno dei volti della scienza prestati alla televisione, tra i più apprezzati: il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova (e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria), Matteo Bassetti.

Il Festival di Sanremo – afferma l’esperto – si può fare in sicurezza e l’ideale sarebbe avere il pubblico in ‘bolla’, ovvero una settimana prima dell’inizio della manifestazione si organizza uno screening completo e si tiene lontano dall’esterno. Come avviene anche nel calcio. Si faranno poi i controlli ogni 2-3 giorni”.

Bassetti: “Non occorre una nave da crociera, si possono usare anche gli alberghi”

E qui l’infettivologo ‘smonta’ il bellissimo giocattolo promozionale, precisando che “Non occorre una nave da crociera per creare una bolla, si possono usare anche gli alberghi di Sanremo“.

Bassetti: “Chiedere consigli al Cts è come rivolgersi all’ufficio complicazioni”

Poi però, vista la sua proverbiale serietà, Bassetti aggiunge che ”Chiedere come ha fatto qualcuno al Comitato tecnico scientifico (Cts) delle linee guida per il Festival mi sembra assurdo. Credo che si possano usare dei professionisti esterni alla Rai, esperti specializzati in epidemiologia, microbiologia, infettivologia, che possono consigliare qual è il modo migliore per gestire la manifestazione in sicurezza. Chiederlo al Cts è chiederlo all’ufficio complicazioni”.

L’epidemiologa Salmaso: “La nave ‘Covid-free’ è infattibile: è a rischio focolai”

Ed infatti attenendoci a quanto espresso dall’infettivologo ligure, girando la stessa domanda all’epidemiologa dell’Aie (Associazione italiana di epidemiologia), Stefania Salmaso, l’idea della ‘nave sicura’ è poco percorribile: “non si può fare, anzi è infattibile – replica subito l’ epidemiologa – Troppe persone che arrivano da posti diversi e che vengono messe insieme. Così è molto alto il rischio di focolai. Ricordiamoci cosa è accaduto con la partita di calcio Atalanta-Valencia lo scorso anno”.

L’epidemiologa Salmaso: “C’è grande incertezza, ma vediamo cosa accade di qui a marzo…”

Ma non solo, aggiunge infatti la Salmaso: “Anche l’eventualità di fare tamponi rapidi al pubblico mi pare molto azzardata. In questa fase dell’emergenza Covid-19 siamo in un momento di grande incertezza epidemiologica. I numeri ci dicono che c’è un impatto su tutte le fasce d’età“. Tuttavia, prova però a rincuorare, “A marzo mancano ancora molti giorni, vediamo come evolve la situazione. C’è ancora tempo”.

Max