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Sant’Andrea, dipendenti in protesta per straordinari non pagati: “Chiediamo rispetto”

“Ci siamo isolati dalle nostre famiglie perché inizialmente non sapevamo come potevano andare le cose”. “Siamo stufi di questa situazione, ma soprattutto vogliamo i soldi che si spettano”. “I nostri famigliari ci hanno visto dormire per mesi in camere da soli, perché i bambini piccoli che noi abbiamo a casa erano quotidianamente a rischio, per noi lavoratori che abbiamo dato l’anima”.

Sono stanchi e arrabbiati i lavoratori dell’ospedale Sant’Andrea di Roma. Da mesi aspettano la retribuzione degli straordinari obbligatori non pagati. Oggi si sono dati appuntamento per un sit-in di protesta nel piazzale principale dell’ospedale romano. Sono stati in prima fila nella lotta al Covid, con turni spesso massacranti, ora chiedono che i loro sforzi siano ricompensati.

“A questi lavoratori non viene riconosciuto il lavoro straordinario che hanno svolto – dice a Radio Roma Giovanni Fusco, responsabile territoriale Cisl FP Roma – parliamo di quasi 1.500 persone, che a fronte di un’esigenza sanitaria importante come la pandemia, hanno svolto con dedizione il loro lavoro. Ma ad oggi vengono ricompensati soltanto con una pacca sulle spalle”.

Due ore di protesta all’entrata del Sant’Andrea. Ma i lavoratori dell’ospedale non si fermeranno qui. Chiedono risposte concrete all’azienda, altrimenti sono pronti a portare avanti la loro battaglia, appoggiati da Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Roma Capitale Rieti e Uil Fpl Roma e Lazio
“Ci tengo a ricordare che in questo momento importante di pandemia il personale è stato stressato da una serie di situazioni. Alcune volte ci hanno chiamato eroi, dall’altra però è mancata la responsabilità – dice Igino Rocchi, segretario territoriale UIL fpl Roma e Lazio, che poi assicura – sicuramente non ci fermeremo qua. Sicuramente andremo in Regione: faremo le nostre lotte e le nostre battaglie”.

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Di
Luigi Base