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Scuole al gelo: ok alle misure anti-Covid ma, nella maggior parte dei plessi “termosifoni spenti e finestre aperte”

Nel bel mezzo della stagione invernale, quando il raffreddore – e di più l’influenza – rappresentano la ‘norma’, per ovvie ragioni, terrorizzato dallo spettro del Covid e delle sue varianti (ed anche per effetto del rigido protocollo messo in atto contro il Covid), nelle ore di lezione il personale scolastico lascia aperte le finestre in tutte le classi. Nulla di ‘strano’ – o comunque di ‘grave’ – se non fosse che nella maggior parte dei plessi i termosifoni sono rotti o malfunzionanti.

Ianniello (Rete studenti): “Termosifoni spenti nella maggior parte delle scuole e finestre aperte a causa del covid”

Come denuncia infatti il coordinatore nazionale della Rete degli Studenti medi Scuole, Luca Ianniello, “Termosifoni spenti nella maggior parte delle scuole e aggravante delle finestre da tenere aperte a causa del covid”.

Ianniello (Rete studenti): “Abbiamo chiesto agli uffici tecnici di province e città metropolitane di anticipare l’accensione”

Come spiega infatti il portavoce degli studenti, “Abbiamo chiesto agli uffici tecnici di province e città metropolitane di anticipare l’accensione dalle 7.30 alle 6 di mattina e posticipare lo spegnimento che normalmente avviene tra le 10 e le 11 alle 14. C’è poi da aggiungere che, al di là delle ‘principali accortezze messe un campo dagli operatori sclastsiciAnche per arginare un minimo il problema del freddo sentito dai ragazzi a causa delle finestre continuamente aperte”.

Ianniello (Rete studenti): “Nelle scuole sembra di stare in prigione, privati della socialità”

C’è poi da rimarcare anche per quel che riguarda gli aeratori d’aria che ad oggi (e nonostante il lungo lockdown), è stato fatto pochissimo, “anche se sarebbe stata una soluzione importante – spiega lo studente – Stiamo raccogliendo dati, ma al momento ci risulta che meno di una scuola su dieci li ha installati dall’inizio della pandemia in un continuo rimpallo di responsabilità che incide negativamente sul benessere psicologico degli studenti e si somma ad una situazione di precarietà e inospitalità generalizzata: studenti che non possono fare la ricreazione, scuola militarizzata, in classe con la mascherina, mura spoglie, freddo….sembra di stare in prigione privati della socialità

Max