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Scuola: asili nido, mezzi pubblici e connessione digitale al centro della povertà educativa del Lazio

Specialmente ora, in piena emergenza pandemica, si fa un gran parlare dell’importanza della scuola, e della sua centralità, anche se poi, all’atto pratico, la situazione è a dir poco disastrosa.

Povertà educativa: la dispersione scolastica, un’amara realtà che colpisce tutto il Paese

Intanto, al di là delle condizioni sociali e dei contesti familiari che purtroppo affliggono molti minori, c’è da dire che anche la Scuola ci mette del suo, facilitando la piaga della dispersione scolastica.

Basti pensare che, nel 2019, il 13,5% dei ragazzi italiani tra i 18 ed i 24 anni ha lasciato.

Un dato che, nell’ambito dell’abbandono scolastico, proietta il nostro Paese al quarto posto in Europa.

Un fenomeno che a livello locale, come nel Lazio, colpisce molto di più le province, con Frosinone e Rieti in testa.

Povertà educativa: lo studio condotto dall’Osservatorio #conibambini nel Lazio

Ma questa è soltanto la punta dell’iceberg rispetto allo studio condotto dall’Osservatorio #conibambini il quale, nell’approfondire il tema della povertà educativa nel Lazio, è stato analizzato il numero di asili nido presenti sul territorio, le scuole raggiungibili con i mezzi pubblici, ed il divario digitale.

Povertà educativa: nel Lazio molti gli asili nido ma dislocati in modo disomogeneo

Prima infanzia: diciamo subito che il Lazio vanta un’ampia offerta di servizi, se non fosse che sono dislocati a macchia di leopardo sul territorio, creando così inevitabili divari.

Se sulla carta la regione ha centrato le disposizioni Ue relative alla disponibilità numerica negli asili nido, nella pratica invece, le strutture scolastiche risultano concentrate solo in alcuni comuni a dispetto di altri.

Così se Frascati ha 54,8 posti ogni 100 residenti, Anzio ne ha appena 12,3.

Per poi non parlare della provincia di Frosinone, dove il 60% dei comuni è addirittura sprovvisto di asili nido.

Povertà educativa: le scuole ci sono ma il problema per molti è raggiungerle…

Altro tema scottante, raggiungere la propria scuola con i mezzi pubblici. Un incubo per i giovani delle aree più interne.

Come spiega infatti  uno studio dell’Osservatorio, la Capitale non raggiunge la media regionale (84,5%) per il numero di edifici scolastici raggiungibili con mezzi pubblici.  Ma non solo.

Povertà educativa: Roma a parte, il 48,8% dei comuni laziali è senza connessione ultraveloce

Il deprecabile divario che contraddistingue gli studenti romani da quelli delle province, è emerso proprio in occasione della Dad. Se è infatti vero che il 96% delle famiglie laziali, sono raggiunte dalla banda larga di base su rete fissa, è anche notevole la differenza fra il capoluogo ed il resto del territorio dove, nel 48,8% dei comuni, la connessione ultraveloce non raggiunge nessuna famiglia.

Ed oggi, la disuguaglianza digitale rappresenta uno serio motivo di ostacolo, soprattutto nell’ambito del percorso scolastico dei minori. Insomma, si fa presto a dire scuola…

Max

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Max Tamanti