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    Scuola, Costarelli (presidi Lazio): “Siamo nel teatro dell’assurdo, si è persa ogni logica”

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    Tutti di nuovo in quarantena con un positivo in classe. Anzi, no, si continua con il protocollo firmato a inizio novembre, che prevede la Dad con tre casi nelle classi dai 12 anni in su, e con due nelle scuole elementari e medie. Il doppio dietrofront è arrivato nel giro di 48 ore e ha gettato nel caos le scuole del Lazio. Come ribadisce Cristina Costarelli, presidente dell’associazione presidi della Regione: “Siamo nel teatro dell’assurdo. Nel giro di tre giorni sono cambiate tre volte le disposizioni. È un atteggiamento che sta disorientando e che sta facendo perdere alle scuole quelle piccole certezze che avevano. Non è un atteggiamento rispettoso nei confronti del mondo dell’istruzione e delle famiglie che sono interessate da questi provvedimenti”, dice a RadioRoma.it

    La circolare firmata lunedì sera non ha fatto nemmeno in tempo ad essere letta dai presidi che il premier Draghi l’aveva già stoppata. Rimane quindi tutto invariato. Anche le difficoltà riscontrate dalle scuole laziali nell’applicare il protocollo ‘soft’ per la Dad, mentre i casi nelle classi sono in continuo aumento: “La prima circolare del 3 novembre (che ha introdotto il protocollo light Ndr) è uscita in un momento inadeguato, un momento in cui i contagi stavano aumentando – spiega Costarelli -. Con meccanismo complicatissimo e insostenibile, non solo per le scuole ma anche per i territori. Ieri è stata persa qualsiasi logica, perché ci è stato detto che le stesse persone smentiscono sé stesse. Tutto questo ci lascia sbalorditi. Si sta giocando con il mondo della scuola e questo non ha senso”.

    La soluzione migliore, invocata dalla presidente dei presidi laziali, è un ritorno al passato e al protocollo che prevedeva la Dad con un solo caso riscontrato. Un modello a cui le scuole si erano abituate: “La procedura si era ormai consolidata nelle scuole, quindi in questo momento è l’unica strada percorribile. Quindi quarantena, poi rientro dopo 7 giorni per i vaccinati, dopo 10 con il tampone e dopo 14 senza tampone. Non capisco l’ostinazione a voler cambiare il protocollo”.